Papa Francesco e la Chiesa italiana: “Ci ha dato il coraggio di sognare”
Papa Francesco ci ha chiesto, con insistenza, di non fermarci. «Ecco, dunque, la prima consegna: continuate a camminare. Si deve fare» (Discorso, 25 maggio 2023). È una conversione concreta: continuare a camminare «lasciandovi guidare dallo Spirito», non dalle abitudini; non dalle strutture che rassicurano; non dal formalismo che irrigidisce. Perché «una Chiesa appesantita dalle strutture, dalla burocrazia, dal formalismo faticherà a camminare nella storia, al passo dello Spirito, rimarrà lì». È la consegna della libertà evangelica, una chiamata a togliere peso per tornare a essere leggeri, cioè capaci di andare incontro. Nei vari discorsi emerge una costante: papa Francesco non ci ha parlato “da lontano”. Si è affiancato. È entrato nella vita concreta delle nostre comunità e del nostro Paese. Ha visto la messe, tanta, come tanti sono coloro che soffrono: i poveri, i fragili, gli scartati, chi non ha voce, chi porta addosso ferite che spesso restano invisibili; ha visto i giovani delusi, le famiglie ferite, chi si sente straniero, chi vive ai margini. E ci ha chiesto di fare altrettanto, senza paura: di condividere le loro ferite, di non assuefarci al dolore, di non lasciare morire la pietà. Non con un linguaggio che giudica, ma con uno sguardo che salva. Non con una Chiesa che seleziona, ma con una Chiesa che abbraccia.