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Frescarolo: la chiesa parrocchiale e la scuola materna
Frescarolo: la chiesa parrocchiale e la scuola materna
Territorio
Martina Pacini   
21 Febbraio 2024
ore
10:39

Frescarolo: la chiesa parrocchiale e la scuola materna

Riportiamo qui di seguito ampi stralci dal libro su Frescarolo pubblicato da don Albino Buzzetti nel 1989, anno del 25° anniversario del suo ingresso in parrocchia.
Una parrocchia non è formata solo dalla chiesa e non consiste nelle quattro mura della “Casa di Dio” dove hanno luogo le celebrazioni e le altre manifestazioni del culto. Essa vive in mezzo alle case degli uomini per i quali deve farsi maestra e quotidiano aiuto nel cammino della vita. E il Vangelo non è fatto per risuonare nelle navate di un tempo, ma deve diventare il fermento della vita della gente, accompagnando le attese, indirizzarne i progetti, alleviarne le difficoltà. Nell’accennare alle sue opere non c’è nessun vanto, ma unicamente il desiderio di servire l’uomo nel suo itinerario quotidiano verso Dio.
La scuola materna
Nel 1956-57 matura in parrocchia l’idea di un edificio capace di soddisfare le esigenze educative della comunità nel campo giovanile con una scuola materna e un oratorio. Il parroco don Lodovico Colombi caldeggia vivamente l’iniziativa e, con un gruppo di frescarolesi, fa redigere il progetto che comincia a tradursi in realtà il 20 novembre 1957., allorché viene abbattuto il vecchio edificio del Legato Mori-Concari e sulla medesima area vengono fatte le fondazioni. La prima somma per poter iniziare i lavori, un milione, viene offerta dai coniugi Vitalino Bardi e Maria Scaravella. Vengono nel frattempo raccolti altri fondi che permettono di procedere alla costruzione dell’edificio in varie riprese. I lavori vengono ultimati nell’aprile 1963 e nel medesimo anno ha inizio il funzionamento della scuola materna. Passano pochi mesi ed avviene il cambio del parroco: don Colombi in novembre viene nominato arciprete di San Giuliano Piacentino e nel gennaio 1964 gli succede don Albino Buzzetti. A lui è affidata la continuazione della preziosa opera con l’arredamento dell’edificio e l’alberatura del parco. La scuola costituirà per diversi anni un provvidenziale punto di riferimento in campo educativo per l’intero paese. Le difficoltà inizieranno allorché la progressiva diminuzione demografica, un fenomeno di carattere generale, sempre più vasto, ed il calo continuo della popolazione creerà preoccupazioni di carattere generale.
Si arriverà ad una decisione; in accordo, e con l’appoggio dell’insegnate Graziella Grignaffini, la scuola materna allargherà il suo sevizio alle vicine frazioni di Spigarolo, Madonna Prati e Samboseto, portando le presenze a circa 40 bambini, serviti di trasporto da un pulmino della parrocchia. Nel 1976 viene fatta l’intonacatura esterna dell’edificio, con il tinteggio e il muro di recinzione. Nei diversi anni successivi vengono frequentemente messi in atto nuovi interventi nell’attrezzatura della scuola, della sala giochi, del refettorio e della cucina.
Foto di Davide Comati

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