• ilrisvegliofidenza
  • Attualità
  • DIOCESI
  • PARROCCHIE
  • CHIESA
  • Cultura
  • UFFICI PASTORALI
  • Territorio
    • Fidenza
    • Salsomaggiore
    • Bassa Piacentina
    • Bassa Parmense
  • Abbonati
  • Orari Messe
  • Movimenti e Associazioni
  • Uffici Pastorali
    • coogle_play
    • app_store
Site logo
ABBONATI
  • Territorio
  • DIOCESI
  • PARROCCHIE
  • CHIESA
  • Attualità
  • Orari Messe
    • Territorio
    • DIOCESI
    • PARROCCHIE
    • CHIESA
    • Attualità
    • Orari Messe
archivio-articoli
Martina Pacini   
11 Marzo 2022
ore
14:00

77° anniversario degli eccidi del 10 e 11 marzo 1945 a Fidenza

Domenica 13 marzo si commemora il 77° anniversario degli eccidi avvenuti nelle notti del 10 e 11 marzo 1945 a Fidenza in Via Baracca e sulla strada di Carzole di Coduro.

PROGRAMMA
ore 9.00 – Funzione religiosa di suffragio nella chiesa di Coduro celebrata da don Marek Jaszczak, parroco e Vicario Episcopale per la Pastorale
ore 9.45 – Saluto del sindaco di Fidenza Andrea Massari e del sindaco di Fontanellato Luigi Spinazzi. Intervento di Augusto Bottioni, Consigliere Isrec di Piacenza
ore 10.15 – Deposizione corona di alloro al Monumento Caduti di Carzole
ore 10.45 – Deposizione corona di alloro al cippo ricordo di Via Baracca
La cerimonia sarà accompagnata dalla Banda “Città di Fidenza”.
Presenzieranno alla cerimonia i rappresentanti e i gonfaloni dei Comuni di Piacenza e Fontanellato, delle Province e delle Sezioni A.N.P.I. di Parma e Piacenza.

L’ECCIDIO DELLE CARZOLE E DI VIA BARACCA

da “Fidenza nella Resistenza” di Amos Aimi e Aldo Copelli

All’intensificarsi della guerriglia partigiana, i tedeschi risposero con feroci rappresaglie. Il mattino del 9 marzo 1945 gli abitanti di Rimale vedono sulle loro porte un Avviso che diceva:
“Il giorno 9 marzo 1945 dei soldati germanici vennero vilmente assassinati tra Fidenza ed Alseno in una insidia tesa sulla via Emilia. A ragione di rappresaglia furono giustiziati sullo stesso luogo del delitto i seguenti banditi previamente condannati a morte: Golli (Galli), Filippo, Cavanna Francesco, Risoli Giuseppe, Ghirlanda Giuseppe, Pavesi Giuliano, Cerlesi Raffaele, Bertè Luciano, Verzè Giannino, Sichel Sergio, Beiriguardo (Bel riguardo) Valentino, Guerzoni Primo, Sampini (Semprini) Carlo, Sessenna (Sesenna) Mario, Baldini Alberto”.

Sulla via Emilia era stato precedentemente ucciso un tedesco e non era stato portato via. In quel 9 marzo, tuttavia, i tedeschi a Rimale non avevano eseguito nessuna condanna a morte, ma stavano preparando l’esecuzione.

La mattina del 10 marzo i 14 ostaggi indicati nell’Avviso esposto il giorno prima a Rimale, sono prelevati dalle prigioni di Piacenza e avviati su due autocarri con la scorta di venti nazifascisti verso Parma.

Gli automezzi alle 22 circa arrivano a Fidenza, si fermano e ai prigionieri viene dato l’ordine di scendere. Il viaggio notturno non insospettisce i patrioti, quasi tutti piacentini. I prigionieri camminano verso Coduro, due per due in mezzo alla strada, mentre i tedeschi procedono in fila indiana da una parte e dall’altra.

Una squadra del Barabaschi, comandata da Full, si trovava nel campo sportivo di Fidenza, era scesa per ispezionare la via Emilia. Alcuni partigiani si trovavano sul tetto della biglietteria; Full stava proprio sulla biglietteria verso la Fidenza Vetraria. I partigiani vedono passare i tedeschi con in mezzo i prigionieri. Non comprendono affatto che i prigionieri sono condotti alla morte. I partigiani non attaccano per paura di uccidere i prigionieri. A Coduro la colonna si ferma; i prigionieri sono sempre in mezzo alla strada, mentre i tedeschi sono spostati sulle banchine verso il fosso. Un tedesco prende i primi due prigionieri, li porta per una strada laterale sulla sinistra, la strada delle Carzole. Si sentono quattro colpi; si vede la fiammata del mitra. Il tedesco ritorna e ne prende altri due; ancora quattro spari e nessun lamento. Raffaele Cerlesi ha capito e dice: “Qui ci ammazzano tutti”. È la volta di Verzè, Cerlesi e Sichel. Cerlesi dice: “Mi dispiace solo per mia figlia”. Si salutano non ancora convinti di morire. Sichel vede che il tedesco fa coricare i suoi amici e poi con il mitra spara su loro due colpi in testa; intanto con il piede colpisce la testa inerte di un amico morto. Solo allora ha una reazione. Molla una pedata nella pancia al tedesco che aveva davanti e scappa.

Sichel fugge, fugge. I tedeschi sparano a lungo contro di lui, con le pallottole traccianti; gli lanciano anche una bomba che lo ferisce, facendolo cadere. Ma Sichel continua a fuggire per tutta la notte. All’alba giunge ad una tenuta del principe Meli Lupi di Soragna. Il principe fa curare il fuggiasco, poi lo fa accompagnare in montagna.

Anche Baldini riesce a salvarsi: quando sta per ricevere il colpo di grazia, supino a terra, si copre il viso con le mani; il gesto istintivo gli salva la vita, poiché le pallottole lo feriscono superficialmente senza colpirlo a morte. Giace a lungo svenuto; quando riprende i sensi, si ritrova solo in mezzo ai suoi amici tutti morti. Non c’era più nessuno. Baldini allora raggiunge una cascina in fondo alla strada dove era avvenuta la strage.

E’ accolto da Eugenio Morini e così riesce a salvarsi. I tedeschi intanto affiggono un avviso identico a quello del giorno prima, con la data però del 10 marzo.

La domenica mattina dell’11 marzo, Albino Porcari avvisa il parroco di Coduro, don Francesco Stringhini, che era stato compiuto un terribile eccidio sulla strada delle Carzole. Il sacerdote accorre e nel dare l’assoluzione non riesce a trattenere le lacrime; giungono il dottor Catelli e il podestà Mosè, sfollato a Coduro. Il podestà e il parroco riescono ad ottenere dal Comando tedesco il permesso di seppellimento, anche se l’intenzione dei tedeschi era che i corpi dei giustiziati restassero esposti 3 giorni, per incutere terrore nella popolazione. Il lunedì mattina, Denti, becchino del cimitero di Fidenza, carica su un carretto le salme e le porta al cimitero di Parola.

In seguito, il 13 luglio ’45, per iniziativa di don Francesco Stringhini, la parrocchia di Coduro erigerà sul luogo della esecuzione una grande croce, fatta da Allegri Sperindio. Sulla porta della chiesetta, testimone di pace in un punto tanto caldo della Resistenza, durante la solenne ufficiatura una grande scritta ricordava: “MISERICORDIOSO ETERNO IDDIO, ACCETTA L’INCRUENTO SACRIFICIO DEL TUO DIVIN FIGLIO CHE OGGI SI OFFRE A SUFFRAGIO DEI 14 MARTIRI CHE OFFRIRONO LA LORO VITA PER LA MADRE PATRIA”.
I morti erano solo 13, ma allora non si sapeva che, oltre Baldini, anche Sichel era riuscito a salvarsi.

Guido Seletti (Bruch) stava sulla biglietteria del campo sportivo di Fidenza, quando la notte del 10 marzo erano passati i condannati a morte. Il partigiano aveva insistito per fare una raffica, ma inutilmente. Tutta la squadra lo aveva sconsigliato per paura di rappresaglie. Allora quel patriota, ferito nella sua sensibilità e determinazione, disse che voleva andarsene; così prese quell’uscita del campo sportivo che porta all’ospedale. Spericolato e audace com’era, va a compiere un’azione personale. Erano circa le 5 del mattino dell’11 marzo.

Con una raffica di bren Bruch cattura un camion che proveniva da Parma; salta sul predellino di sinistra dell’automezzo e intima all’autista di proseguire per la prima strada di sinistra, per la strada della Bionda, verso le basi partigiane. L’autista, invece, prosegue sulla via Emilia e lo porta al posto di blocco, all’incrocio Fidenza-Tabiano. Bruch
vede una persona che con una lampadina rossa faceva cenno al camion di fermarsi; come s’accorge che si trattava di un fascista, scende dal predellino, gira dietro il camion, si porta contro il milite che parlava con l’autista e con una raffica lo uccide. S’impossessa dell’arma e fugge lungo la strada di Tabiano tra gli spari dei fascisti. Subito dopo la morte di quel fascista, a Fidenza, in via Baracca, vennero trucidati, in quella mattina dell’11 marzo, tre patrioti: Luigi Pezzali, Arnaldo Fava e Celino Brambilla. I tre avevano operato come membri della 7Sa Brigata S.A.P. vicino a Fontanellato, comandata da Ballarini (Bongiorni). Fava, commissario della Brigata; subì per 7 giorni torture indicibili a Fidenza alla casa “Littorio” e poi ancora a Parma nella sede della SO a Legione. I tre, portati a Fidenza, ricevettero il conforto religioso da don Celestino Pelizziari di Parma, e poi furono giustiziati.

Articoli correlati
Ultime notizie
Meeting Rimini 2026: Leone XIV protagonista della 47ª edizione. Tra gli ospiti Pizzaballa, Ielpo, Metsola e diversi esponenti di Governo
Cultura
Meeting Rimini 2026: Leone XIV protagonista della 47ª edizione. Tra gli ospiti Pizzaballa, Ielpo, Metsola e diversi esponenti di Governo
Dal 21 al 26 agosto, alla Fiera di Rimini, la 47ª edizione del Meeting per l’amicizia fra i popoli, dedicata al tema “L’amor che move il sole e l’altre stelle”. Momento centrale sarà la visita di Papa Leone XIV il 22 agosto
Martina Pacini 
10 Luglio 2026
Sarà la visita di Papa Leone XIV il momento centrale della 47ª edizione del Meeting per l’amicizia fra i popoli, in programma alla Fiera di Rimini dal...
Telegram
Sanità, da martedì 7 luglio online la nuova versione del Fascicolo sanitario elettronico
Attualità
Sanità, da martedì 7 luglio online la nuova versione del Fascicolo sanitario elettronico
Numeri altissimi: in Emilia-Romagna è usato dal 93% delle persone, percentuale più alta in Italia
Martina Pacini 
10 Luglio 2026
Il portale del Fascicolo sanitario elettronico della Regione Emilia-Romagna si rinnova : da martedì  7 luglio , infatti, é online la nuova versione we...
Telegram
Salsomaggiore guarda al Giappone: a settembre una delegazione internazionale in città
Salsomaggiore, Territorio
Salsomaggiore guarda al Giappone: a settembre una delegazione internazionale in città
Dal 14 al 16 settembre l'evento "Salsomaggiore incontra il Giappone" apre nuove prospettive di collaborazione tra turismo, ricerca e longevità
Martina Pacini 
10 Luglio 2026
Salsomaggiore Terme rafforza il proprio percorso di apertura internazionale e si prepara ad accogliere, dal 14 al 16 settembre 2026, una delegazione c...
Telegram
Il 26 luglio Colletta nazionale per le popolazioni del Venezuela
Attualità
Il 26 luglio Colletta nazionale per le popolazioni del Venezuela
Martina Pacini 
9 Luglio 2026
La Presidenza della CE I, profondamente vicina alle sofferenze della popolazione venezuelana colpita il 24 giugno da terremoti di vaste proporzioni, h...
Telegram
ePaper
google_play
app_store
ePaper
google_play
app_store
AGENDA DEL VESCOVO
APPUNTAMENTI DIOCESANI
il risveglio fidenza

Il Risveglio Fidenza

Tutti i diritti riservati

Piazza Grandi 16

43036, Fidenza (PR)

Tel: 0524 522584

Email: il-risveglio@diocesifidenza.it

ilrisveglioabbonamenti@gmail.com

  • Chi Siamo
  • Contatti
  • Privacy Policy
  • Cookies
    • Chi Siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookies