Veglia di preghiera per la Custodia del Creato: “Forgeranno le spade in vomeri e le lance in falci”
Giovedì 24 settembre alle ore 20.30 presso la parrocchia di S. Giovanni Contignaco avrà luogo la veglia diocesana di preghiera presediuta dal vescovo Ovidio
Giovedì 24 settembre alle ore 20.30 presso la parrocchia di S. Giovanni Contignaco avrà luogo la veglia diocesana di preghiera presediuta dal vescovo Ovidio in occasione della 21a Giornata mondiale per la Custodia del Creato. Nel 2026 dal primo settembre fino al quattro ottobre la Chiesa si raccoglierà in preghiera con le parole del profeta Isaia: “Forgeranno le loro spade in vomeri e le loro lance in falci” (Is 2,4).
Da parte sua Papa Leone nel suo messaggio pone una domanda radicale: Che cosa accade nel cuore dell’uomo? Il cuore nella bibbia non è solo il luogo degli affetti, dei sentimenti, delle emozioni ma il centro della persona, il punto cioè dove si formano le decisioni, dove maturano i desideri, dove si orientano la libertà e la responsabilità è il luogo dove nasce ciò che poi diventerà storia. Ecco perchè la tradizione biblica sottolinea la sua importanza: è dal cuore infatti che prendono forma quelle scelte che costruiranno o distruggeranno il mondo. Leone XIV osserva che le crisi del nostro tempo non sono eventi indipendenti: la guerra, le disuguaglianze, il degrado ambientale fanno parte di un unico quadro. Da qui la sua affermazione centrale del messaggio: serve una conversione del cuore. È l’indicazione dunque di una causa profonda di fronte alla quale non possiamo chiudere gli occhi, le disarmonie che attraversano il pianeta, scrive il Papa, non sono semplicemente il risultato di strutture o di sistemi imperfetti ma vanno messi in relazione a quel più profondo squilibrio che è radicato nel cuore dell’uomo. Il passaggio è importante perchè rifiuta una lettura riduttiva delle crisi contemporane. Certo, esistono responsabilità politiche, interessi economici, strategie militari. Ma il Santo padre invita a guardare più in profondità: “è il cuore umano il luogo in cui si svolgono le lotte più profonde” e dove convergono “ragione, desiderio, volontà e coscienza”. Da questa affermazione deriva una conseguenza decisiva: se il cuore è malato, anche le strutture costruite dagli uomini finiscono per riflettere quel malessere. Quando prevalgono la brama di dominio, la ricerca del profitto immediato, l’incapacità di riconoscere nell’altro la sua dignità di persona il risultato non può che essere guerra, esclusione sociale, sfruttamento dell risorse, competizione permanente. In base a ciò Leone XIV può affermare: “I confilitti che tormentano l’umanità sono per molti versi espressione di contrasti e di divisioni interiori”. Prima ancora che una questione diplomatica la pace si configutra come una trasformazione culturale. Le spade diventano vomeri quando cambiano le priorità che guidano individui, comunità e istituzioni. Qui il messaggio si fa dunque estremamente concreto. Il Papa invita a immaginare un mondo in cui le energie, attualmente impiegate nella guerra e nelle corsa alle armi, siano destinate allo sviluppo umano integrale. La cura del creato dunque come scelta che parte dal cuore e si riflette all’esterno nel mondo.