• ilrisvegliofidenza
  • Attualità
  • DIOCESI
  • PARROCCHIE
  • CHIESA
  • Cultura
  • UFFICI PASTORALI
  • Territorio
    • Fidenza
    • Salsomaggiore
    • Bassa Piacentina
    • Bassa Parmense
  • Abbonati
  • Orari Messe
  • Movimenti e Associazioni
  • Uffici Pastorali
    • coogle_play
    • app_store
Site logo
ABBONATI
  • Territorio
  • DIOCESI
  • PARROCCHIE
  • CHIESA
  • Attualità
  • Orari Messe
    • Territorio
    • DIOCESI
    • PARROCCHIE
    • CHIESA
    • Attualità
    • Orari Messe
Il Papa a Lampedusa: “i morti in questo mare sono vittime di decisioni prese e mancate”
Foto Vatican Media
Dalla Chiesa Nazionale
Martina Pacini   
5 Luglio 2026
ore
11:40

Il Papa a Lampedusa: “i morti in questo mare sono vittime di decisioni prese e mancate”

Un messaggio all'insegna della "prossimità" e della speranza, quello affidato dal Papa agli abitanti di Lampedusa. Leone è stato il primo pontefice a visitare un cimitero di migranti e ad attraversare, fuori programma, la Porta d'Europa

Il primo papa a varcare la soglia di un cimitero di migranti e ad attraversare, con un fuori programma, la Porta d’Europa, soglia della salvezza raggiunta dopo i viaggi della speranza sulle rotte del Mediterraneo. Sono le due istantanee, già consegnate alla storia, della visita di Leone XIV a Lampedusa, isola divenuta simbolo dell’accoglienza di chi affronta il mare rischiando la vita. Un’isola dove più che le parole contano i gesti, come ha detto – e dimostrato – lo stesso Pontefice prima della messa conclusiva al Campo sportivo “Arena”, alla presenza di quattromila persone.  Al cimitero, prima tappa di una mattinata intensa, Leone si è inginocchiato per deporre una corona di fiori bianchi e gialli e poi raccogliersi in preghiera nel luogo dove, insieme alle tombe dei lampedusani, trovano spazio le croci e le lapidi senza nome di chi è stato inghiottito dal mare, tra cui molti bambini.

La seconda tappa della visita è stata un fuori programma: il Papa ha varcato lui stesso la Porta d’Europa, appoggiando la sua mano destra su uno dei due lati e, una volta attraversata, ha percorso a piedi un tratto di costa rocciosa, inerpicandosi fino a guardare il mare e l’orizzonte, mentre il vento gli portava via lo zucchetto.

Un papa “migrante tra i migranti”, dunque, che con il gesto compiuto in uno dei luoghi più iconici dell’isola di Lampedusa – la Porta alta cinque metri e larga tre realizzata dall’artista Mimmo Paladino nel punto più a sud non solo dell’isola, ma dell’intera Europa – ha ripercorso non solo idealmente il percorso di chi non ce l’ha fatta a salvarsi in mare, salutando poco prima due famiglie di migranti. Nella terza tappa del viaggio, al Molo Favaloro, Leone ha benedetto la targa – “luogo di approdo, speranza e umanità”, come è inciso nel marmo – che da oggi intitola il Molo a Papa Francesco, che da qui  aveva lanciato in mare la corona di fiori in memoria dei migranti morti. Al Molo il Pontefice ha salutato alcuni di quelli ospitati nell’hotspot dell’isola, che attualmente accoglie 114 persone.

“Il Vangelo risuona dove i popoli si incontrano, le persone si accolgono, le loro vicende si intrecciano, le diverse culture si pongono in dialogo. Diventa muto, invece, dove ognuno fa di sé stesso un’isola, dove il contatto è evitato, lo scambio è interrotto”, l’inizio dell’omelia della messa conclusiva, nel Campo sportivo “Arena”.  “Sono grato al Signore di potervi visitare, sulle orme di Papa Francesco”,  il primo omaggio di Leone.

“Qui avete visto non solo uno, ma migliaia di esseri umani caduti nelle mani di briganti”, ha osservato il Papa attualizzando la parabola del Buon Samaritano attraverso la parola “prossimità” e i riferimenti alla Magnifica Humanitas.

“Sono venuto a ringraziarvi per la prossimità che molti fra voi hanno scelto di esercitare”, il tributo ai lampedusani, con un ringraziamento speciale ai migranti presenti.

“I morti in questo mare sono vittime sia di decisioni prese, sia di decisioni mancate”, la denuncia dal sapore politico.  “Il disinteresse per il bene comune e la corruzione nei luoghi di provenienza, un sistema economico mondiale che genera povertà ed esclusione, la paura che alimenta pregiudizi e disprezzo, l’idea che tali problemi non ci riguardano, i calcoli criminali di chi lucra sul dramma altrui, il lento e difficile passaggio da una mera gestione delle emergenze all’elaborazione di politiche organiche e condivise”. Sono queste, per il Papa, le occasioni del “passare oltre” il dramma dei migranti.

“Fermarsi, commuoversi, abbassarsi, piangere davanti al dolore altrui”, i verbi della compassione. “In ogni tempo non manca chi ha paura di contaminarsi nel contatto con gli altri”, il grido d’allarme di Leone XIV: “È tempo di riconoscere e affermare che l’appartenenza religiosa non deve mai diventare motivo di discriminazione”, perché “agli abissi del cuore umano e agli orrori della guerra, solo la misericordia sa rispondere con nuovi inizi”. Chi si lascia portare in questa dinamica “inizia a vivere diversamente, a essere cittadino diversamente, a lavorare diversamente”, ha garantito il Papa: “Allora può sorgere davvero la civiltà dell’amore, quella prospettata dai miei santi predecessori Giovanni XXIII, Paolo VI e Giovanni Paolo II”. E che “non nasce da un gesto unico e spettacolare, ma da una somma di fedeltà piccole e tenaci, che fanno argine alla disumanizzazione”.

“Da questo estremo lembo d’Europa nel Mare Mediterraneo, si vede meglio la chiamata epocale che il fenomeno migratorio rivolge alle società europee”, l’appello al nostro continente e al suo “potenziale unico”, a cui corrisponde “pari responsabilità”: “Per la sua posizione geografica e per il suo assetto istituzionale, l’Europa è in grado – in quest’area – di affrontare la crisi in modo organico, inserendo il primo soccorso in un piano strategico di lungo periodo, capace di accogliere, proteggere, promuovere e integrare i migranti e, nello stesso tempo, lavorando per lo sviluppo, così che nessuno sia costretto a emigrare. Tutto questo vigilando sul rispetto della dignità di ogni persona. È un compito delle istituzioni pubbliche ma anche di tutta la società civile e della Chiesa”.

Non “innalzare un muro invisibile fra il mare dei naufraghi e quello dei vacanzieri” la raccomandazione per un’accoglienza che a Lampedusa ha anche una vocazione turistica. Per Sant’Agostino, “la vita umana è una  navigazione nel mare in tempesta,  e il suo destino come un porto salvo e sicuro”, il riferimento davanti all’immagine della Madonna di Porto Salvo posta sull’altare: “Non lasciamoci vincere dalla paura. Abbiamo tutti in Dio un porto sicuro”. “E a voi, comunità di Lampedusa e Linosa, non manchi mai il respiro della fede, della speranza e della carità: “O’scià!”, il saluto finale con l’espressione tipica presa a prestito dai lampedusani.

M. Michela Nicolais SIR

Articoli correlati
Ultime notizie
Meeting Rimini 2026: Leone XIV protagonista della 47ª edizione. Tra gli ospiti Pizzaballa, Ielpo, Metsola e diversi esponenti di Governo
Cultura
Meeting Rimini 2026: Leone XIV protagonista della 47ª edizione. Tra gli ospiti Pizzaballa, Ielpo, Metsola e diversi esponenti di Governo
Dal 21 al 26 agosto, alla Fiera di Rimini, la 47ª edizione del Meeting per l’amicizia fra i popoli, dedicata al tema “L’amor che move il sole e l’altre stelle”. Momento centrale sarà la visita di Papa Leone XIV il 22 agosto
Martina Pacini 
10 Luglio 2026
Sarà la visita di Papa Leone XIV il momento centrale della 47ª edizione del Meeting per l’amicizia fra i popoli, in programma alla Fiera di Rimini dal...
Telegram
Sanità, da martedì 7 luglio online la nuova versione del Fascicolo sanitario elettronico
Attualità
Sanità, da martedì 7 luglio online la nuova versione del Fascicolo sanitario elettronico
Numeri altissimi: in Emilia-Romagna è usato dal 93% delle persone, percentuale più alta in Italia
Martina Pacini 
10 Luglio 2026
Il portale del Fascicolo sanitario elettronico della Regione Emilia-Romagna si rinnova : da martedì  7 luglio , infatti, é online la nuova versione we...
Telegram
Salsomaggiore guarda al Giappone: a settembre una delegazione internazionale in città
Salsomaggiore, Territorio
Salsomaggiore guarda al Giappone: a settembre una delegazione internazionale in città
Dal 14 al 16 settembre l'evento "Salsomaggiore incontra il Giappone" apre nuove prospettive di collaborazione tra turismo, ricerca e longevità
Martina Pacini 
10 Luglio 2026
Salsomaggiore Terme rafforza il proprio percorso di apertura internazionale e si prepara ad accogliere, dal 14 al 16 settembre 2026, una delegazione c...
Telegram
Il 26 luglio Colletta nazionale per le popolazioni del Venezuela
Attualità
Il 26 luglio Colletta nazionale per le popolazioni del Venezuela
Martina Pacini 
9 Luglio 2026
La Presidenza della CE I, profondamente vicina alle sofferenze della popolazione venezuelana colpita il 24 giugno da terremoti di vaste proporzioni, h...
Telegram
ePaper
google_play
app_store
ePaper
google_play
app_store
AGENDA DEL VESCOVO
APPUNTAMENTI DIOCESANI
il risveglio fidenza

Il Risveglio Fidenza

Tutti i diritti riservati

Piazza Grandi 16

43036, Fidenza (PR)

Tel: 0524 522584

Email: il-risveglio@diocesifidenza.it

ilrisveglioabbonamenti@gmail.com

  • Chi Siamo
  • Contatti
  • Privacy Policy
  • Cookies
    • Chi Siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookies