Presentate a Milano le “Linee Guida in materia di investimenti etici e sostenibili”
“Se la finanza è solo per la finanza e perde di vista quello che deve avere al centro, ovvero la persona, tutto ciò è pericoloso anche per la finanza stessa”. È il monito lanciato dal Card. Matteo Zuppi, Arcivescovo di Bologna e Presidente della CEI, durante la presentazione delle “Linee Guida in materia di investimenti etici e sostenibili”, che si è svolta il 9 giugno nella sede di Borsa Italiana a Milano.
Il documento, approvato dal Consiglio Permanente il 24 marzo scorso, aggiorna le indicazioni del 2020 offrendo criteri e orientamenti per una gestione delle risorse economiche coerente con la Dottrina sociale della Chiesa. Un aggiornamento reso necessario dai profondi cambiamenti che negli ultimi anni hanno interessato il mondo finanziario, tra la diffusione delle criptovalute, l’affermarsi dell’intelligenza artificiale, l’attenzione ai criteri ambientali, sociali e di governance, le istanze emerse dal Sinodo dei Vescovi e dal Cammino sinodale.
“La giornata di oggi ratifica un impegno, che prendiamo di fronte alla Chiesa e alla società civile. È un impegno di scelte, perché l’etica non è a intermittenza o a convenienza”, ha affermato il Card. Zuppi sottolineando che si tratta di “un impegno che prendiamo per noi stessi, ma che offriamo anche come applicazione della Dottrina sociale della Chiesa che mette al centro la persona”. Al centro del documento c’è infatti la consapevolezza che la gestione del denaro non è mai neutrale, ma comporta sempre una responsabilità morale e sociale. “Quando la finanza diventa un assoluto e perde di vista l’obiettivo che orienta le scelte allora diventa pericolosa per la finanza stessa”, ha evidenziato il presidente della CEI ricordando che “i rischi di stordimento dalla finanza ci sono”. “È uno strumento indispensabile ma – ha spiegato – da maneggiare con parecchia cura. Di per sé con la finanza si possono fare cose straordinarie anche con poco. Papa Francesco diceva che l’Occidente si trova a vivere dentro una bolla di sapone. Non c’è una condanna della finanza, ma certo è uno strumento che può avere conseguenze che si pagano anche non nell’immediato, come negare lo sviluppo a interi Paesi contribuendo alle disuguaglianze. Però, ben utilizzata, la finanza può essere uno strumento importantissimo”. Secondo il Card. Zuppi, “il bene comune è un acceleratore che ci fa investire con più saggezza, perché dobbiamo lasciare qualcosa. Ma se si è catturati da una logica speculativa, prestazionale, non va bene. Per questo il nodo è: per chi lo fai? Il rischio richiede la responsabilità, l’azzardo è un’altra cosa”.
Per Stefano Caselli, Dean della SDA Bocconi School of Management, “investire in modo consapevole o inconsapevole, contribuire a un impatto o meno è una sfida e una scelta collettiva”. “La finanza oggi deve cercare non solo di fare attenzione ai gap ma di riempirli, invertendo la rotta su ciò che mette in discussione il nostro modo di essere, anche nella ricerca di rendimento. Poi certo ci sono ostacoli, tra cui il fatto che il concetto di Esg può diventare solo burocrazia (pensiamo al greenwashing), c’è il tema della finanza per la finanza, e poi delle aree grigie che sono irrisolvibili”, ha aggiunto Caselli evidenziando che “chi ha la responsabilità di investire deve mettersi continuamente in discussione”.
Il testo, presentato a Milano, nasce in risposta ai profondi mutamenti del panorama finanziario degli ultimi anni, segnato dalla diffusione di strumenti innovativi come ETF, mercati privati e criptovalute. A questi si affiancano sfide etiche sempre più complesse, che toccano temi cruciali come la dignità della vita umana, la giustizia e la pace. Di qui l’invito a enti religiosi, fedeli e “uomini di buona volontà” a una riflessione più matura sulla destinazione delle risorse economiche. La gestione delle risorse finanziarie oggi rappresenta un ambito cruciale di esercizio della corresponsabilità ecclesiale: non si tratta solo di amministrare beni, ma di avviare una vera conversione delle strutture, fondata su trasparenza, rendicontazione e competenza tecnica. Ogni scelta economica, sottolinea il documento, deve essere finalizzata alla missione e alla carità. In quest’ottica, “la Chiesa riconosce il ruolo positivo che la finanza può svolgere nella promozione di un’economia giusta e solidale, a condizione che essa sia animata da un autentico desiderio di contribuire al bene comune”.
Le Linee Guida indicano criteri chiari per una gestione finanziaria professionale, trasparente e responsabile, in cui la prima applicazione dell’etica consiste proprio nella prudenza e nella competenza con cui si amministrano i beni. A guidare questa visione sono i principi della Dottrina Sociale della Chiesa. Nel solco del magistero di Papa Leone XIV, attento alla giustizia sociale, alla dignità del lavoro umano, alla solidarietà tra i popoli, la CEI offre così un quadro di riferimento per orientare gli investimenti secondo criteri coerenti con i valori evangelici.
Il documento si articola a partire dai principi morali dell’agire economico, alla luce del magistero della Chiesa, per poi approfondire le implicazioni operative della gestione finanziaria. Il testo individua i destinatari e sviluppa una riflessione concreta sulla gestione del patrimonio, includendo aspetti come orizzonte temporale, liquidità, gestione del rischio e trasparenza. Ampio spazio è dedicato agli investimenti ESG, analizzati sia sotto il profilo definitorio sia nelle criticità e negli strumenti disponibili. Una parte specifica presenta le linee operative che, ispirate ai valori della Dottrina Sociale della Chiesa, definiscono criteri di inclusione (sociali, ecologici ed equitativi) ed esclusione, con particolare attenzione alla tutela della vita, alla promozione della pace, della dignità umana, della giustizia economica e della sostenibilità ambientale.