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8xmille alla Chiesa Cattolica: sfatiamo alcuni luoghi comuni
Dalla Chiesa Nazionale
Martina Pacini   
4 Giugno 2026
ore
11:41

8xmille alla Chiesa Cattolica: sfatiamo alcuni luoghi comuni

Sulla Chiesa cattolica esistono molti pregiudizi: luoghi comuni come “la Chiesa è ricca” o “i sacerdoti guadagnano molto” sono tanto diffusi quanto falsi. Sfatarli è importante, perché solo così possiamo comprendere l’operato della Chiesa senza essere influenzati dalle tante falsità che circolano.

Dicono che i sacerdoti guadagnano molto, ma il compenso mensile dei sacerdoti è modesto e le offerte raccolte durante la messa vi contribuiscono solo in minima parte, perché sono principalmente destinate ad attività parrocchiali e sociali. In Italia ci sono circa 31 mila sacerdoti che guadagnano mensilmente meno di 1000€ netti per 12 mensilità. Solo una piccola parte del compenso dei sacerdoti deriva dalle offerte dei fedeli durante la messa. Ogni parroco, infatti, può trattenere circa 7 centesimi al mese per ogni abitante della sua parrocchia. Per esempio, oltre 10.000 delle 25.500 parrocchie italiane hanno una media di 1.000 abitanti perciò i parroci possono trattenere su massimo 70 euro al mese proveniente dalle offerte. Le offerte che i fedeli fanno in chiesa durante la messa sono destinate principalmente per le attività quotidiane della parrocchia, come la manutenzione, le spese per l’energia, il sostegno a progetti sociali e caritatevoli. Inoltre, una parte delle offerte può essere destinata ad iniziative più ampie, come opere di carità e aiuti alle persone in difficoltà. I sacerdoti si affidano alla generosità dei fedeli per il sostegno economico, che si concretizza attraverso le offerte deducibili destinate all’Istituto Centrale per il Sostegno dei Chierici (ICSC). Un altro modo per sostenere i sacerdoti che non costa nulla è tramite la firma dell’8xmille, come previsto dalla legge. Ogni contribuente può scegliere di destinare questa quota alle necessità della Chiesa, contribuendo così al sostegno dell’attività pastorale e sociale dei sacerdoti in tutta Italia. Senza il contributo dei fedeli, che sia sotto forma di offerta, dono o firma per l’8xmille, le migliaia di sacerdoti in Italia e in tutto il mondo non riuscirebbero a compiere la propria missione.

Un altro luogo comune è quello secondo cui la Chiesa cattolica è ricca, ma i luoghi di culto e i beni ecclesiastici sono un patrimonio non solo per le comunità di fedeli, ma per tutta l’Italia. Cosa dicono i dati?

La Chiesa ha senz’altro bisogno di mezzi economici e materiali, ma questo non significa che sia ricca. Certamente possiede un importante patrimonio artistico, storico e culturale. E tale patrimonio richiede l’utilizzo molte risorse per interventi di restauro e conservazione di monumenti e opere d’arte, affinché le generazioni future possano continuare a goderne. Inoltre, la Chiesa investe molti soldi, anche dell’8xmille, per costruire nuovi edifici di culto, strutture parrocchiali e oratori, che diventano centrali per lo sviluppo di nuove periferie urbane.

La Chiesa cattolica non paga le tasse: la Chiesa cattolica paga le tasse sugli immobili che svolgono attività commerciali e sugli immobili dati in affitto, mentre gode di esenzioni previste dalla legge, che riguardano anche le altre confessioni religiose, i partiti politici e i sindacati. Nel 2012 l’Imposta Comunale sugli Immobili (ICI) viene sostituita dall’Imposta Municipale Unica (IMU). Nello stesso anno vengono introdotte delle esenzioni che non riguardano però solo la Chiesa cattolica, bensì tutte le confessioni religiose, i partiti politici e i sindacati, cioè tutti gli enti che svolgono attività in “modalità non commerciali”.
Cosa significa? Che la Chiesa cattolica paga regolarmente le tasse su tutti gli immobili che svolgono attività commerciali e sugli immobili dati in affitto. Viceversa, gode di esenzione –al pari delle realtà sopraccitate- sugli immobili che svolgono una funzione di culto o caritativa come le chiese, gli oratori, le mense per i poveri, i dormitori, le case di accoglienza. Tali edifici non hanno scopo di lucro e svolgono una funzione sociale che beneficia tutta la comunità.

I soldi dell’8xmille non vanno a finire alla carità: gli interventi caritativi sono una delle tre finalità previste dalla legge per la suddivisione dei fondi dell’8xmille. Ogni anno la Chiesa cattolica destina milioni di euro a questi interventi. Nel 2024 la Chiesa ha reso disponibili quasi 300 milioni di euro per la carità, grazie alle risorse ricevute dallo Stato attraverso l’8xmille. In particolare, sono stati distribuiti oltre 100 milioni per garantire assistenza ogni giorno a famiglie, anziani e persone fragili che faticano ad arrivare a fine mese. Circa 27 milioni sono stati impiegati per progetti di assistenza e cura per i più bisognosi, mentre per le persone con disabilità sono stati promossi progetti per il superamento delle barriere fisiche e culturali e per l’inserimento in centri diurni e comunità alloggio. La chiesa cattolica è poi da sempre attenta all’edu- cazione dei bambini e dei giovani e con oltre 14 mi- lioni dell’8xmille tutela i minori e favorisce i percorsi formativi di integrazione per prevenire l’abbandono scolastico e il disagio giovanile.

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