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Scuola, conciliazione tempi di vita e lavoro delle famiglie: nuovi servizi per alunne e alunni dell’Emilia-Romagna, primarie aperte dal 31 agosto al 14 settembre
Attualità
Martina Pacini   
23 Maggio 2026
ore
09:37

Scuola, conciliazione tempi di vita e lavoro delle famiglie: nuovi servizi per alunne e alunni dell’Emilia-Romagna, primarie aperte dal 31 agosto al 14 settembre

Insieme ai Comuni, via alla sperimentazione di una misura attesa che diventerà strutturale dal 2027

Conciliare i tempi di vita e di lavoro delle famiglie, con un’offerta qualificata e calibrata sulle esigenze delle alunne e degli alunni.

Prende il via, a partire dal prossimo anno scolastico, una sperimentazione educativa voluta dalla Regione e condivisa con i territori, per rispondere ai nuovi bisogni delle comunità.

Dal 31 agosto al 14 settembre – quindi fino all’apertura ufficiale della scuola prevista, in Emilia-Romagna, per il 15 settembre – le scuole primarie potranno rimanere aperte grazie a progetti realizzati dai Comuni e sostenuti dalla Regione con 3 milioni di euro. Con un’offerta di servizi extrascolastici che potrà prevedere attività quali laboratori, sport, musica, creatività, gioco, assistenza. E l’obiettivo di rendere la misura strutturale e diffusa su tutto il territorio regionale a partire dall’anno scolastico 2027-2028.

Saranno coinvolti, in questa prima fase di sperimentazione, i territori delle aree Atuss, le Agende trasformative urbane per lo sviluppo sostenibile, 42 Comuni e Unioni di Comuni.

Le attività, articolate nella mattinata, offriranno alle bambine e ai bambini esperienze sportive, culturali ed educative pensate per accompagnarli verso il nuovo anno scolastico in un clima di relazione, scoperta e benessere, sostenendo così i genitori nella conciliazione vita-lavoro.

Le scuole diventeranno spazi aperti alla comunità, capaci di accogliere i più piccoli in un periodo spesso privo di servizi e opportunità diffuse. Un progetto che vuole trasformare il tempo che precede l’avvio dell’anno scolastico in un’occasione di crescita, socialità e sostegno concreto alle famiglie.

“Una misura che si propone di ampliare le opportunità educative di qualità e, allo stesso tempo, di offrire una risposta concreta alle esigenze e ai bisogni delle famiglie emiliano-romagnole- dichiarano il presidente della Regione, Michele de Pascale, e l’assessora regionale alla Scuola, Isabella Conti-. Grazie a questa prima fase di sperimentazione potremo mettere a punto nuovi servizi per i nostri alunni e alunne delle scuole primarie, con l’obiettivo di rendere strutturale l’offerta educativa a partire dal 2027, estendendola a tutti i Comuni della nostra regione che vorranno aderire”.

“Sostenere i genitori nei momenti di maggiore difficoltà nella gestione familiare è un impegno preciso che vogliamo assumerci attraverso la proposta di un modello educativo innovativo e inclusivo- continuano de Pascale e Conti-. È proprio a partire dagli spazi dell’apprendimento, anche attraverso attività capaci di stimolare interessi e relazioni nei più piccoli, che vogliamo dare risposte qualitative alle famiglie, convinti che anche questi servizi siano fondamentali per costruire opportunità, benessere e futuro per le nuove generazioni”. La sperimentazione lascerà ai Comuni coinvolti la possibilità di interpretare il progetto adattando l’offerta secondo le proprie esigenze e caratteristiche: disponibilità delle strutture scolastiche e compatibilità con altre offerte educative, valorizzando reti locali, associazioni, realtà sportive e culturali. Un modello flessibile che punta a dare risposte alle esigenze dei singoli territori per qualificare sempre di più l’offerta educativa. Dopo il sostegno offerto con ‘Scuole aperte’ per coinvolgere le alunne e gli alunni della scuola secondaria in attività extracurriculari nel pomeriggio, questa iniziativa costituisce un ulteriore passaggio della strategia educativa avviata nel territorio regionale. Una rivoluzione che mette al centro il diritto all’educazione e il benessere delle famiglie, immaginando una scuola più vicina ai bisogni reali delle persone e delle comunità.

 

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