Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali 2026: un libro per approfondire il Messaggio
Disponibile, in tutte le librerie, “Custodire voci e volti umani”, il libro promosso dall’Ufficio Nazionale per le comunicazioni sociali insieme al CREMIT
È in libreria “Custodire voci e volti umani”, il libro di commenti al Messaggio per la 60ª Giornata mondiale delle comunicazioni sociali promosso dall’Ufficio Nazionale per le comunicazioni sociali insieme al CREMIT dell’Università Cattolica. Edito da Scholé-Morcelliana, il volume – giunto alla sua undicesima edizione – sviluppa il Messaggio del Santo Padre attraverso analisi e riflessioni, rilanciando l’impegno a “custodire il dono della comunicazione come la più profonda verità dell’uomo, alla quale orientare anche ogni innovazione tecnologica” (Leone XIV).
“Quando papa Leone XIV ha diffuso il suo Messaggio per la 60ª Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, scegliendo come titolo Custodire voci e volti umani, non stava semplicemente aggiornando il magistero comunicativo della Chiesa ai tempi dell’intelligenza artificiale. Stava facendo qualcosa di più impegnativo e, per certi versi, di più scomodo: ci chiedeva di assumerci la responsabilità della comunicazione”, rileva nella prefazione mons. Domenico Pompili, Vescovo di Verona e Presidente della Commissione Episcopale. Il Messaggio, infatti “non è un documento sulla tecnologia, ma un documento sull’umano che inventa strumenti e che si lascia trasformare da essi, che comunica rivelando il proprio volto, che ha il potere di custodire o di distruggere la dignità propria e altrui”. “L’intelligenza artificiale – osserva Mons. Pompili – è l’occasione che questo tempo ci offre per riprendere in mano quella domanda: chi siamo, cosa vogliamo essere, cosa siamo disposti a custodire, chi desideriamo diventare. Non è una domanda nuova. Ma il modo in cui la poniamo, o il modo in cui la eludiamo, dice qualcosa di essenziale su di noi”.
In quest’ottica, il libro “si offre dunque al lettore sia come occasione di approfondimento sia come invito a una presa di coscienza”, evidenziano nell’introduzione i curatori Vincenzo Corrado, direttore dell’Ufficio CEI, e Alessandra Carenzio del CREMIT. “In un tempo in cui tutto sembra poter essere simulato, accelerato e automatizzato, la sfida più grande – affermano – resta quella di rimanere umani: capaci di pensare, di incontrare, di riconoscere l’altro e di rispondere, con responsabilità e libertà, alle possibilità che la tecnologia ci pone davanti”.
La pubblicazione inoltre, aggiungono i curatori, “assume un significato particolare, come ricordo di papa Francesco e, al contempo, come felice augurio per l’operato di Leone XIV, desiderando rimarcare l’importanza e la centralità che la Chiesa riconosce al mondo dei media e all’avanzamento tecnologico, cui si rivolge con costante incoraggiamento e attenzione”.
A condividere le idee e le proposte di lettura del Messaggio del Papa sono accademici, studiosi, teologi, giornalisti, comunicatori, avvocati, scrittori e quest’anno anche la Rettrice dell’Università Cattolica. I saggi propongono letture e prospettive ampie e integrate: a firmarli Daniel Arasa, Elena Beccalli, Riccardo Benotti, Stefania Careddu, Federica Cherubini, Ruggero Eugeni, Adriano Fabris, Marco Ferrando, Annamaria Graziano, Giovanna Mascheroni, Marisa Marraffino, Stefano Pasta, Sergio Perugini, Luca Peyron, Paolo Ruffini, Paul Scherz, Jaime Tatay, Federico Tonioni.