Casa Silvia, una porta aperta alle donne per riprendere in mano la propria vita
Progetto del Comune a seguito di una donazione. Coinvolti Regione, Asp e Centro Antiviolenza
Un luogo accogliente, protetto, in cui poter proseguire il cammino di libertà e autonomia. Si chiama Casa Silvia l’appartamento che l’Amministrazione comunale di Fidenza ha ricevuto in donazione e destinato a soluzione abitativa temporanea per donne vittime di violenza di genere, aderendo così nel modo più ampio e completo alle volontà manifestate in vita dalla donatrice, sempre attenta alle esigenze delle persone in difficoltà e al giusto riconoscimento dei loro diritti e della dignità.
Il progetto del Comune ha ricevuto dalla Regione, a seguito di un apposito bando regionale, un contributo complessivo di 89mila euro per la manutenzione straordinaria dell’immobile. A IKEA sono stati affidati la fornitura e il montaggio dell’arredamento completo per un importo di circa novemila euro. L’azienda si è inoltre fatta carico a titolo gratuito dell’approvvigionamento delle attrezzature e dei beni di uso domestico per un valore di circa 2.400 euro. I lavori interni, gestiti dal servizio Immobili comunali, hanno portato al rifacimento completo dell’abitazione, dagli impianti, ai rivestimenti agli infissi.
Gli interventi si sono conclusi a dicembre 2025 e ora l’alloggio, che dispone di sei posti letto, è pronto a ospitare, sotto la conduzione di Asp in collaborazione con il Centro Antiviolenza di Parma, le donne sole o con figli in uscita dalle case rifugio. La durata massima della permanenza dei nuclei è di 180 giorni, prorogabile per comprovate e motivate esigenze.
“Casa Silvia è un esempio concreto di come le politiche regionali possano tradursi in risposte reali e tangibili per le donne e i loro figli e figlie che stanno costruendo la propria libertà nei percorsi di fuoriuscita dalla violenza – commenta l’assessora regionale alle Pari Opportunità Gessica Allegni -. È un cammino che richiede tempo, protezione e accompagnamento. Casa Silvia offre tutto questo: uno spazio sicuro, accogliente, in cui riprendere in mano la propria vita. La collaborazione tra Regione, Comune di Fidenza, Asp e Centro Antiviolenza di Parma, che ringrazio, dimostra che quando le istituzioni lavorano insieme, i risultati arrivano. Come Regione continueremo a sostenere e rafforzare questa rete, perché nessuna donna debba affrontare da sola il percorso verso la propria autonomia”.
“La messa a disposizione di Casa Silvia – sottolinea l’assessore al Welfare Vincenzo Bernazzoli – è il frutto di un lavoro di squadra che ha funzionato bene a tutti i livelli, dalla Regione al Comune passando per Asp e Centro Antiviolenza. Il ringraziamento principale va a chi ha scelto di donare l’alloggio all’Amministrazione, testimoniando un forte senso di responsabilità verso le persone in difficoltà. L’alloggio sarà di grande supporto a donne e bambini nel percorso di emancipazione dalla violenza”. “Rendere disponibile questo alloggio – osserva l’assessore ai Lavori Pubblici Marco Tedeschi – è un gesto di grande valore. Ringrazio i nostri tecnici e tutti i soggetti coinvolti per la cura con cui si sono dedicati al progetto”.
“Casa Silvia è uno spazio sicuro e accogliente, pensato per sostenere donne e bambini in un momento delicato della loro vita. Disporre di una casa per ricominciare può fare davvero la differenza. Frutto di un lavoro di rete, questo progetto mette al centro la cura delle persone e il rispetto della loro dignità”, aggiunge Giusy Caberti, dirigente del servizio sociale di Asp Distretto di Fidenza.
L’iniziativa si inserisce nel percorso che il Comune di Fidenza, in sinergia con Asp e il Centro antiviolenza di Parma, persegue da anni con l’obiettivo di contrastare la violenza sulle donne, promuovendo azioni di prevenzione, protezione e accompagnamento alla loro autonomia e a quella dei loro figli mediante il rafforzamento della sinergia tra i servizi impegnati su questa specifica area di intervento. A questo proposito, fra i servizi attivati dal Cav ci sono la reperibilità sociale, attiva 24 ore su 24, e la pronta accoglienza residenziale in emergenza, finalizzati a garantire la protezione delle donne vittime di maltrattamenti e abusi attraverso interventi tempestivi, mirati e coordinati.
Nel corso del 2025 il numero di reperibilità sociale è stato attivato complessivamente in 15 occasioni; in sei casi, riguardanti sei donne con i rispettivi nuclei familiari (per un totale di quattro figli), è stata attivata la pronta ospitalità in emergenza. Lo Sportello di Ascolto in via Berenini 151 a Fidenza ha accolto nel 2025 trenta donne (18 italiane e 12 straniere) di cui diciotto residenti a Fidenza. Le esperienze di violenza emerse e rielaborate nel corso dei colloqui riguardano diverse forme di abuso, includendo la violenza fisica, psicologica e verbale, lo stalking, la violenza economica e la violenza sessuale. Le donne impegnate in un percorso di fuoriuscita dalla violenza hanno potuto accedere, su richiesta, a consulenze legali e a consulenze psicologiche, finalizzate anche all’eventuale avvio di un percorso di psicoterapia.