Cammini della fede: una rete di vie di pellegrinaggio e di referenti territoriali
Dodici vie di pellegrinaggio, più di 1100 Punti di Interesse Ecclesiale (PIE) georeferenziati, 85 referenti sul territorio nazionale. Sono alcuni dei numeri di “Cammini della fede”, il progetto promosso dalla CEI per costruire una grande rete di antichi e nuovi itinerari spirituali che, a un anno dal suo lancio, mostra grande vitalità e coinvolgimento da parte delle comunità locali.
Sulla WebApp (www.camminidellafede.it), sviluppata dal Servizio Informatico della CEI con alcune collaborazioni esterne, è possibile visualizzare i diversi itinerari: la Via Francigena del nord, la Via Francigena del sud, la Via di Francesco, la Via Lauretana, la Via Amerina (Il cammino della Luce), la Via Romea Strata, la Via Matildica, la Via Francisca del Lucomagno, il Cammino del Beato Enrico e il Cammino di San Colombano. Ognuno è presentato nel suo valore storico-spirituale, attraverso i tracciati, le tappe da percorrere e i PIE divisi in tre sezioni, che sintetizzano i bisogni fondamentali dei viandanti: pregare, mangiare, dormire. Inoltre, sono a disposizione liturgie, preghiere, scritti di spiritualità, Podcast e un diario digitale in cui appuntare momenti, pensieri, riflessioni da condividere, tutti o in parte, con gli altri utenti.
La proposta ai pellegrini è quella di percorrere almeno 100 km a piedi o 200 km in bicicletta, in uno qualunque dei Cammini della fede, anche senza dover arrivare necessariamente a Roma. Al raggiungimento dei chilometri, la WebApp produce un certificato di percorrenza con il quale si potrà ricevere il “Testimonium” dalle autorità competenti.
“In questo anno si è andata costituendo una rete capillare di referenti territoriali, una figura del tutto nuova che rappresenta un ‘unicum’ nel panorama del turismo religioso: l’obiettivo è quello di organizzare, soprattutto nelle località principali, un’accoglienza spirituale per i pellegrini, creando sinergie tra le realtà ecclesiali e individuando piste di azione comuni. Il pellegrino non ha bisogno soltanto di bei luoghi, ma anche di sentirsi a casa in una comunità pronta ad accoglierlo: l’ospitalità non è solo una questione economica, ma un vero e proprio scambio, un movimento di ricchezza circolare che ha a che fare con la condivisione e con lo stile conviviale”, spiega don Marco Fagotti, dell’Ufficio Nazionale per la pastorale del tempo libero, turismo e sport.
Delle novità relative al progetto “Cammini della fede” e del ruolo dei referenti diocesani si parlerà a Milano, sabato 14 marzo alle ore 11 (Piazza Percorsi), nell’ambito della Fiera nazionale “Fa’ la cosa giusta”. L’incontro ha per tema “La governance dei Cammini: il ruolo della CEI e l’ospitalità diffusa”. Interverranno, insieme a don Fagotti, don Michele Gianola, direttore ad interim dell’Ufficio Nazionale per la pastorale del tempo libero, turismo e sport, e Anna Gianfreda, docente all’Università Cattolica del Sacro Cuore.