• ilrisvegliofidenza
  • Attualità
  • DIOCESI
  • PARROCCHIE
  • CHIESA
  • Cultura
  • UFFICI PASTORALI
  • Territorio
    • Fidenza
    • Salsomaggiore
    • Bassa Piacentina
    • Bassa Parmense
  • Abbonati
  • Orari Messe
  • Movimenti e Associazioni
  • Uffici Pastorali
    • coogle_play
    • app_store
Site logo
ABBONATI
  • Territorio
  • DIOCESI
  • PARROCCHIE
  • CHIESA
  • Attualità
  • Orari Messe
    • Territorio
    • DIOCESI
    • PARROCCHIE
    • CHIESA
    • Attualità
    • Orari Messe
Quaresima 2026: il messaggio del Vescovo Ovidio
diocesi
Martina Pacini   
18 Febbraio 2026
ore
11:30

Quaresima 2026: il messaggio del Vescovo Ovidio

Braccia distese sul mondo

 

Il tempo santo della Quaresima scandisce il ritmo della fedeltà di Dio lungo il cammino delle nostre vite. Come insegna il Concilio ecumenico vaticano II nella Costituzione sulla Liturgia, il carattere quaresimale è duplice: anzitutto, memoria del nostro battesimo nel quale siamo stati immersi nel mistero della Pasqua del Signore; in secondo luogo, non è meno importante il carattere penitenziale mediante il quale ritorniamo al Signore con fiducia confidando nel suo perdono e nella sua misericordia. In sintesi si potrebbe affermare che il cammino quaresimale è bene espresso da una immagine utilizzata dalla liturgia nella Preghiera Eucaristica della riconciliazione I:

«Eravamo perduti

e incapaci di accostarci a te,

ma tu ci hai dato la prova suprema del tuo amore,

quando il tuo Figlio, il solo giusto,

consegnò sè stesso alla morte

e per noi si lasciò inchiodare al legno della croce.

Prima di stendere le braccia

tra il cielo e la terra

in segno di perenne alleanza,

egli volle celebrare la Pasqua con i suoi discepoli» (MRR 3, 490).

L’amore misericordioso del Padre è posto al centro dell’attenzione della Chiesa in preghiera. Infatti, uno sguardo alla condizione dell’umanità rileva l’incapacità ad intraprendere da sé stessa il cammino di ritorno al Padre. A questo disorientamento senza speranza risponde un Dio che non rinuncia ad amare con predilezione; egli riversa sulle sue creature una compassione che raggiunge il suo vertice nel Figlio consegnato alla morte. Gesù, il solo giusto, manifestazione della benevolenza del Padre, in un atto di libertà amante non ha ritenuto obbrobrioso l’essere crocifisso per noi (cfr. Fil 2,6-9). A conferma dell’obbedienza libera del servo la preghiera introduce la richiesta di Gesù di celebrare la pasqua con i discepoli. Egli è cosciente del significato della sua vita e della sua morte che sarà svelato ai suoi nell’estensione delle braccia sulla croce e che il convito pasquale anticipa sul versante rituale.

Al riguardo, il riferimento alle “braccia distese” svolge una funzione particolare in quanto rimanda all’evento della croce, come è documentato dalla letteratura cristiana antica dell’Asia Minora a partire dal II secolo. La finalità dell’estensione delle mani di Gesù sulla croce si traduce in un abbraccio di misericordia che porta il frutto della pace tra il cielo e la terra, condizione necessaria per ricomporre il patto perenne di Dio con l’umanità. Se Adamo (e con lui l’umanità tutta) ha steso le mani per rubare il frutto dell’albero della conoscenza del bene e del male, al contrario Gesù ha steso le braccia sulla croce procurando salvezza per tutti. La prospettiva pasquale conduce ad interpretare l’evento della redenzione come atto di riconciliazione suprema offerta dal Padre in Cristo e che la celebrazione eucaristica ripresenta nella sua efficacia. Infatti, il racconto dell’istituzione dell’Eucaristia evidenzia i temi che richiamano la riconciliazione e il suo compimento nel Signore crocifisso e risorto dai morti. A questo concorre il convenire a tavola per la Cena ultima di Gesù con i suoi attorno al pane-corpo spezzato e consegnato; nondimeno ciò è sottolineato dalla coscienza di Gesù a proposito dell’effetto di riconciliazione prodotto dal suo sangue sparso sulla croce, di cui il calice ricolmo del vino della benedizione è anticipazione misterica. Infine, la “remissione dei peccati per voi e per tutti” completa il quadro del memoriale della riconciliazione che la consegna del Figlio attua per l’umanità tutta.

Alla narrazione segue il comandamento esplicito di Gesù che chiede di fare questo in memoria di lui, ossia di celebrare il mistero di riconciliazione che è il cammino del Signore verso la morte e la risurrezione al fine di attuare il patto definitivo di comunione tra Dio e l’umanità. Quando la Chiesa celebra l’Eucaristia è ricondotta essa stessa all’evento irrepetibile della croce per accoglierne l’efficacia nell’oggi quale fonte di speranza. Nella celebrazione eucaristica la Chiesa è riconsegnata all’evento della Pasqua prefigurato ritualmente nell’ultima cena, nella quale è contenuto e svelato il mistero di un’alleanza eterna. Pertanto, le braccia di Gesù distese sul legno della croce sono il segno sacramentale di quel patto che Dio non ha mai revocato nei confronti dell’umanità, nonostante le molteplici contraddizioni e i rifiuti da essa espressi nei confronti del progetto di misericordia del Signore. Le braccia distese di Gesù sulla croce annullano ogni verdetto di condanna emesso nei confronti dell’umanità (cfr. Col 2,14) e confermano la riconciliazione irrevocabile di Dio misericordioso che nel Figlio abbraccia ogni dolore e ogni male. La risposta di Dio alla malvagità e all’orgoglio del mondo, che non sembra avere argine, è consegnata in Gesù crocifisso, le cui braccia distese sul legno della croce raccontano l’amore del Padre per tutti, vero fondamento della speranza che non delude, profezia di risurrezione che sconfigge ogni morte.

Nel tempo santo dei quaranta giorni che precedono la Pasqua del Signore accogliamo l’invito ad entrare in questo abbraccio della misericordia per trovare grazia e pace.

+Ovidio Vezzoli

vescovo di Fidenza

 

Articoli correlati
Ultime notizie
“Mandati come testimoni di Cristo”
diocesi, Home
“Mandati come testimoni di Cristo”
25 ottobre alle ore 15 e 30 Liturgia della Parola e mandato ai catechisti diocesani
Martina Pacini 
23 Ottobre 2026
Domenica 25 ottobre con inizio alle ore 15 e 30 il vescovo di Fidenza, mons. Ovidio Vezzoli, nel pomeriggio in Cattedrale con il titolo “Mandati come ...
Telegram
La fabbrica cambia, la comunità resta
La fabbrica cambia, la comunità resta
Il lavoro come esperienza di libertà, responsabilità e bene comune Don Paolo Jr. Dall'Olio – Arcidiocesi di Bologna
Redazione 
23 Ottobre 2026
«Sono responsabile della Pastorale per i problemi sociali e del lavoro da otto anni. È un servizio che ho accolto quando il mio arcivescovo me lo ha c...
Telegram
Inaugurata presso le terme Zoja la sede che ospiterà il Centro per le Famiglie
Salsomaggiore, Territorio
A Salsomaggiore negli spazi della Casa della Comunità dello Zoja di Parco Mazzini, la nuova sede distaccata del Centro per le Famiglie di Asp-Distretto di Fidenza
Inaugurata presso le terme Zoja la sede che ospiterà il Centro per le Famiglie
Martina Pacini 
21 Ottobre 2026
È stata inaugurata negli spazi della Casa della Comunità dello Zoja di Parco Mazzini, la nuova sede distaccata del Centro per le Famiglie di Asp-Distr...
Telegram
Il card. Bagnasco celebra il Patrono San Donnino Martire
diocesi
Il card. Bagnasco celebra il Patrono San Donnino Martire
«La nostra fede vale anche la nostra vita?»
Martina Pacini 
16 Ottobre 2026
La testimonianza di san Donnino continua a parlare alla Chiesa e alla società, ricordando che la fede non è una semplice eredità del passato, ma una s...
Telegram
ePaper
google_play
app_store
ePaper
google_play
app_store
AGENDA DEL VESCOVO
APPUNTAMENTI DIOCESANI
il risveglio fidenza

Il Risveglio Fidenza

Tutti i diritti riservati

Piazza Grandi 16

43036, Fidenza (PR)

Tel: 0524 522584

Email: il-risveglio@diocesifidenza.it

ilrisveglioabbonamenti@gmail.com

  • Chi Siamo
  • Contatti
  • Privacy Policy
  • Cookies
    • Chi Siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookies