• ilrisvegliofidenza
  • Attualità
  • DIOCESI
  • PARROCCHIE
  • CHIESA
  • Cultura
  • UFFICI PASTORALI
  • Territorio
    • Fidenza
    • Salsomaggiore
    • Bassa Piacentina
    • Bassa Parmense
  • Abbonati
  • Orari Messe
  • Movimenti e Associazioni
  • Uffici Pastorali
    • coogle_play
    • app_store
Site logo
ABBONATI
  • Territorio
  • DIOCESI
  • PARROCCHIE
  • CHIESA
  • Attualità
  • Orari Messe
    • Territorio
    • DIOCESI
    • PARROCCHIE
    • CHIESA
    • Attualità
    • Orari Messe
8xmille alla Chiesa cattolica: la speranza oltre le sbarre
Dalla Chiesa Nazionale
Martina Pacini   
12 Dicembre 2025
ore
12:14

8xmille alla Chiesa cattolica: la speranza oltre le sbarre

“Ho voluto spalancare la Porta, oggi, qui. La prima l’ho aperta a San Pietro, la seconda è vostra”. Così papa Francesco il 26 dicembre dello scorso anno si è rivolto ai detenuti di Rebibbia aprendo la Porta Santa della chiesa del Padre Nostro, all’interno del carcere romano. Un gesto di speranza in un luogo di reclusione dove è più facile perderla. A un anno di distanza, quasi a conclusione del Giubileo, dal 12 al 14 dicembre, si svolge il Giubileo dei detenuti, con un invito rinnovato a tutti a spalancare le porte del cuore a una speranza che non delude. Un’opportunità per ribadire – come sottolineato da papa Leone XIV lo scorso 26 giugno per la Giornata di lotta alle dipendenze – che “la cultura dell’incontro è via alla sicurezza” e che “troppo spesso, in nome della sicurezza, si è fatta e si fa la guerra ai poveri, riempiendo le carceri di coloro che sono soltanto l’ultimo anello di una catena di morte”. Secondo il rapporto 2025 della Penal Reform International nel mondo la popolazione incarcerata ammonta a circa 11,5 milioni, di cui 3,5 milioni in attesa di giudizio. In 25 anni è aumentata ovunque, con un picco del 224% in America Latina. Preoccupano violenze e condizioni di sovraffollamento. La Chiesa italiana, grazie ai fondi dell’8xmille, sostiene interventi per difendere la dignità di ogni recluso e dare prospettive di futuro, generando speranza proprio dentro a delle mura che sembrano volerla negare.

Ad esempio, in Nigeria i Carmelitani da decenni stanno accanto ai carcerati e portano le loro istanze all’esterno. Appena arrivati in Nigeria, su invito del vescovo i Carmelitani iniziarono un apostolato nelle prigioni della diocesi di Enugu. Furono quindi i bisogni sociali della Chiesa locale che li indussero a fondare l’Associazione Carmelitana per la cura dei Carcerati (Capio), un’organizzazione no-profit che opera nelle carceri e negli istituti correzionali per migliorare la situazione dei carcerati”. Capio è impegnata nella promozione di riforme legali, nella revisione del codice penale, nella fornitura di servizi medici e legali gratuiti ai prigionieri e nel loro accompagnamento riabilitativo una volta usciti di prigione. È proprio per evitare che i detenuti, una volta usciti di prigione, diventino recidivi che Capio ha concepito l’idea del Centro Hope, Centro della Speranza, in cui aiutare queste persone a riabilitarsi e reintegrarsi nella società attraverso un ampio programma educativo. Oltre a lavorare con detenuti ed ex detenuti fanno anche attività di lobbying e advocacy con stakeholder strategici quali governo, magistratura e forze dell’ordine. “Il centro Hope – spiega p. Jerome Paluku, Segretario Generale per la Cooperazione Missionaria – è pensato per creare condizioni di vita migliori per le famiglie disagiate delle persone incarcerate. Attività fondamentale è quella di migliorare e facilitare l’accesso all’istruzione o al supporto psicosociale dei bambini che hanno uno dei genitori in carcere. Questo perché l’attenzione sia al benessere mentale che ad un’istruzione completa prepara i bambini ad un futuro sereno e contribuisce a spezzare il ciclo della povertà e della criminalità nelle famiglie, consentendo loro di ripartire”.

“Ripartire” è anche il nome del progetto che Amu, Azione per un Mondo Unito, collegata ai Focolarini, porta avanti in Uruguay in collaborazione con l’associazione locale “El Chajá”.

In Uruguay, oltre 14.000 persone vivono dietro le sbarre. La popolazione carceraria è triplicata in vent’anni. Sono uomini e donne che hanno sbagliato, spesso giovani cresciuti in contesti di povertà, violenza o abbandono. Molti non hanno terminato la scuola, alcuni non sanno leggere. Quasi nessuno trova un lavoro stabile dopo la detenzione. Così più della metà torna in prigione entro poco tempo. Un percorso di accompagnamento come “Ripartire” può fare la differenza. Nei dipartimenti di Florida e Durazno, il progetto accompagna 60 persone – 30 uomini e 30 donne – nel loro reinserimento sociale e lavorativo, con ripercussioni positive sul futuro di oltre 350 familiari. “Quando penso al giorno in cui uscirò dal carcere – racconta Marco, 24 anni, di Durazno – il mio desiderio più grande è riallacciare i rapporti con la mia famiglia”. Dietro ogni numero c’è infatti una storia: un padre che vuole tornare ad essere un esempio per i propri figli, una giovane donna che sogna di aprire un salone di parrucchiera, un ragazzo che scopre di avere talento nella falegnameria. Attraverso formazione professionale, supporto psicologico e accompagnamento sociale personalizzato, “Ripartire” aiuta ciascuno a ricostruire la propria vita con dignità. Un impatto che genera fiducia e speranza.

Articoli correlati
Ultime notizie
Connessione e vocazione: come abitare il digitale senza perdere la propria chiamata
Cultura
Connessione e vocazione: come abitare il digitale senza perdere la propria chiamata
Il volume di Pina Riccieri affronta con rigore e profondità la sfida del digitale per la vita consacrata. Internet e i social non sono più strumenti occasionali, ma un "ambiente vitale" che ridefinisce il modo di percepire sé stessi, gli altri, Dio
Martina Pacini 
10 Marzo 2026
Il digitale non è un territorio esterno alla vita consacrata, ma il contesto in cui essa oggi prende forma. È questa la prospettiva che attraversa “Co...
Telegram
Salsomaggiore, il COC si trasferisce nella sede della Protezione Civile Favalesi
Salsomaggiore, Territorio
Salsomaggiore, il COC si trasferisce nella sede della Protezione Civile Favalesi
Martina Pacini 
10 Marzo 2026
Firmata tra l’Amministrazione Comunale di Salsomaggiore e la Protezione Civile Favalesi una convenzione che sancisce la collaborazione in caso di atti...
Telegram
Rifiuti elettrici ed elettronici più facili da conferire
Fidenza, Territorio
Rifiuti elettrici ed elettronici più facili da conferire
Collocati da San Donnino Multiservizi i nuovi contenitori nelle scuole e negli uffici pubblici di Fidenza per conferire cavetti, smartphone e lampadine al led non più funzionanti
Martina Pacini 
10 Marzo 2026
Sono stati collocati in questi giorni nelle scuole e in alcuni uffici pubblici del Comune di Fidenza dieci contenitori dedicati alla micro raccolta di...
Telegram
Fidenza: eccidi di via Baracca e di Carzole di Coduro del marzo 1945
Fidenza, Territorio
Fidenza: eccidi di via Baracca e di Carzole di Coduro del marzo 1945
Domenica 15 marzo si commemora l'81° anniversario
Martina Pacini 
10 Marzo 2026
Domenica 15 marzo 2026: Ore 9.00 - Funzione religiosa di suffragio nella chiesa di Coduro celebrata da Don Marek Jaszczak Vicario Episcopale per la Pa...
Telegram
ePaper
google_play
app_store
ePaper
google_play
app_store
AGENDA DEL VESCOVO
APPUNTAMENTI DIOCESANI
il risveglio fidenza

Il Risveglio Fidenza

Tutti i diritti riservati

Piazza Grandi 16

43036, Fidenza (PR)

Tel: 0524 522584

Email: il-risveglio@diocesifidenza.it

ilrisveglioabbonamenti@gmail.com

  • Chi Siamo
  • Contatti
  • Privacy Policy
  • Cookies
    • Chi Siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookies