Torna a risplendere l’Oratorio Vescovile della Zappella
Riaperto Domenica 4 ottobre dal vescovo Ovidio
Domenica 4 ottobre S.E. Mons Ovidio ha celebrato la riapertura dell’Oratorio Vescovile della Zappella, dopo un lungo e meticoloso lavoro di restauro.
La celebrazione si è aperta nella chiesa di San Pietro, con la preghiera dell’ora sesta. A seguire, processionalmente, la comunità si è spostata presso l’Oratorio portando in processione il simulacro della Beata Vergine, che è stato successivamente posto all’esterno dell’Oratorio dove ha trovato la sua nuova collocazione. Il vescovo ha, infine, celebrato la Santa Messa nella chiesa completamente restaurata.
La Chiesa è denominata “Oratorio Vescovile detto Zappella” è stata edificata in epoca antichissima. E’ stata meta, attraverso i secoli, di molti fedeli, in quanto dai documenti si evince che nell’anno 1215 S. Francesco d’Assisi giunse a Fidenza (l’allora Borgo San Donnino) e compì il miracolo della moltiplicazione dei pani. Ha avuto varie trasformazioni nel tempo e la chiesetta, unitamente ai fabbricati adiacenti col tempo scomparsi, fu trasformata in ospedale per pellegrini dai frati Penitenti, volgarmente detti della Zappella.
Vi sono documenti che attestano interventi di restauro nel 1640 e nel 1782 senza però dare evidenza degli interventi effettuati.
Alla fine del secolo scorso fu anche chiusa al culto, passando in proprietà al demanio dello stato, per essere riaperta nel 1910, dopo che venne restituita alla chiesa di Fidenza e nel 1907 fu oggetto di altro restauro.
Fu poi introdotta dal cappellano vescovile dell’epoca dal 06.07.1938, una speciale devozione alla B.V. di Lourdes e venne realizzata una riproduzione della Grotta di Lourdes nel presbiterio.
La struttura che vediamo ora deriva dalla ricostruzione post bellica. Nel 1944 l’oratorio venne raso al suolo quasi interamente e pare si fosse salvata unicamente la statua lignea ottocentesca di San Francesco genuflesso.
La “Zappella” è stato il primo edificio a Fidenza ad essere ricostruito e l’inaugurazione fu nel 1949. Venne poi rifatta la grotta nel 1951.
L’intervento di restauro ha in primo luogo risanato la chiesa che versava in stato di degrado ed ha riportato la stessa al suo carattere originario ovvero essere il luogo della memoria e della devozione a San Francesco d’Assisi. L’eliminazione della struttura della Grotta di Lourdes ha permesso, oltre al risanamento delle murature, la riapertura dello spazio del presbiterio con la collocazione della figura di Cristo al centro dello spazio liturgico con il crocifisso. Come avete potuto notare è stata collocata in esterno la grotta in pietra naturale (blocchi di roccia murgese sabbiata) per accogliere la Madonna di Lourdes. Creare esternamente questo punto di preghiera consente ai fedeli un raccoglimento spirituale indipendente dall’apertura della chiesa.
Il restauro ha eliminato i fenomeni di degrado che erano presenti nella chiesa che erano principalmente umidità di risalita nei muri perimetrali ed infiltrazioni d’acqua nella copertura.
Sui muri perimetrali, per un’altezza di circa 2 ml, era presente un rivestimento ligneo con retrostante pellicola di alluminio, che ha causato il blocco della traspirabilità della parete in laterizio verso l’interno causando degrado verso l’esterno dei mattoni e svuotamento dei giunti di malta.
E’ stato rimosso il rivestimento ligneo e la pellicola di alluminio oltre all’intonaco ed è stato rifatto un intonaco deumidificante a base calce. In prossimità del deterioramento in esterno del paramento murario è stata attuata la ristilatura dei giunti utilizzando idonea malta pigmentata e della medesima granulometria dell’esistente.
Non si è intervenuti nella pavimentazione dell’altare mentre è stato rifatto vespaio e pavimento nell’aula. L’aula aveva pavimentazione in ceramica, un materiale totalmente incongruo per la chiesa. Con la funzionaria della Soprintendenza è stato scelto di posare il pavimento che vedete in quadrotti di marmo che richiama parte della pavimentazione presente sull’altare. Sempre per salvaguardare maggiormente le pareti per il vespaio sono stati posati dei moduli di materiale plastico (detti igloo) che consentono il passaggio di aria. Gli igloo sono stati posati su soletta in cls. Sugli igloo è stata realizzata altra soletta in cls, strato di isolamento ed infine il massetto su cui posare il pavimento.
La copertura costituita da struttura portante in legno (capriate – terzere -colmo) con sovrastanti travetti, tavelle e coppi in due mani, presentava infiltrazioni d’acqua che hanno causato il distacco dell’intonaco in varie porzioni nella parte alta dei muri perimetrali ed un inizio di ammaloramento delle strutture lignee. In un primo momento si era ipotizzato di recuperare le strutture lignee esistenti ma, in seguito ad esecuzione di saggi, è stato riscontrato che le teste delle capriate inserite nella muratura versavano in uno stato di marciescenza. Si è intervenuti pertanto con la completa sostituzione di tutta la copertura. Le capriate, le terzere, il colmo ed i travetti sono stati realizzati in rovere massello. Le vecchie tavelle rigate sono state sostituite con tavelle di qualità superiore. Sopra alle tavelle, previa stesura di telo “barriera vapore” sono stati posati i pannelli isotec (pannello in poliuretano rivestito da lamina in alluminio con correntino in acciaio integrato) questi hanno sia funzione impermeabilizzante che isolante oltre che ad essere di supporto per il doppio manto in coppi.
Sopra il rivestimento ligneo era presente una cornice in plastica per la distribuzione dell’alimentazione elettrica e questa è stata sostituita con la cornice in gesso che potete vedere.
Per i tinteggi sono stati utilizzati dei colori a calce.
E’ stato riqualificato l’impianto elettrico in seguito a studio illuminotecnico sia per l’interno che per l’esterno. Sono stati collocati due punti luce pendenti (uno su ogni capriata) per illuminare l’aula. Nelle quattro finestre dell’aula sono stati posizionati corpi illuminanti per evidenziare le vetrate. Nelle due paraste sono stati installati faretti per illuminare puntualmente il crocifisso e l’altare.
E’ stato sostituito il generatore di calore a gas.
Durante i lavori sono emerse lavorazioni impreviste quali gravi criticità nel muro a confine con la canonica, che presentava gravi lesioni, e in corrispondenza della volta sopra l’altare che nell’intradosso pareva non avere problemi.
L’estradosso della volta presentava gravi lesioni, che avevano subito nel tempo già altri rabberciamenti.
Si è intervenuti sulla muratura con cuci e scuci oltre ad applicare un primo strato di intonaco fibrorinforzato, posizionare connettori metallici, stesura di rete in fibra di vetro e applicazione di ulteriore strato di intonaco fibrorinforzato.
Anche per la volta è stata utilizzata la tecnica dell’intonaco armato con l’applicazione di reti, connettori a L oltre ad innesto di barra d’acciaio ogni 60 cm su muro perimetrale.