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“È più bello insieme”: un’estate di accoglienza per i minori ucraini
Dalla Chiesa Nazionale
Martina Pacini   
27 Giugno 2026
ore
09:30

“È più bello insieme”: un’estate di accoglienza per i minori ucraini

Al via la quinta edizione del progetto promosso da Caritas Italiana. Coinvolti circa 400 tra bambini, ragazzi e accompagnatori

Ci sono bambini e ragazzi per i quali la guerra non è più soltanto un evento improvviso, ma una condizione che accompagna da anni la vita quotidiana: il suono delle sirene, la paura, l’incertezza, la distanza da casa o dai propri affetti. A loro è dedicata la quinta edizione di “È più bello insieme”, il progetto promosso da Caritas Italiana che anche quest’estate offrirà a circa 400 tra minori e accompagnatori provenienti dall’Ucraina un periodo di accoglienza, serenità e relazioni nelle comunità italiane.

Nato nel 2022, nei primi mesi successivi all’inizio del conflitto, il progetto è diventato nel tempo uno dei segni più concreti e duraturi della vicinanza della rete Caritas alla popolazione ucraina e, in particolare, ai più piccoli, tra le principali vittime di una guerra che continua a ferire famiglie, comunità e territori.

Il cammino dell’accoglienza

L’edizione 2026 ha preso il via in Emilia-Romagna, dove 50 bambini sono accolti, dal 21 giugno al 4 luglio, dalle diocesi di Faenza-Modigliana, Ravenna-Cervia e Imola. Per loro, giornate di gioco, riposo, incontro e condivisione.

Nel mese di luglio il progetto proseguirà in Campania. Dall’1 al 15 luglio la diocesi di Aversa ospiterà 100 tra bambini e accompagnatori; nello stesso periodo la diocesi di Capua accoglierà 50 minori e la diocesi di Teggiano-Policastro altri 50. Dal 5 al 16 luglio sarà coinvolta anche la diocesi di Nocera Inferiore-Sarno, che accoglierà ulteriori 50 bambini.

Anche quest’anno prenderanno parte al progetto le ACLI del Piemonte, che dal 17 al 26 luglio ospiteranno 50 bambini, confermando una collaborazione consolidata nel corso degli anni.

Un segno concreto di fraternità

“Da cinque anni questo progetto ci ricorda che la pace si costruisce anche attraverso gesti semplici e concreti. Accogliere questi bambini significa offrire loro un tempo di serenità, la possibilità di tornare a giocare, a sorridere, a vivere relazioni autentiche lontano dalla paura e dalle ferite della guerra. Ma significa anche permettere alle nostre comunità di incontrare volti, storie, speranze. L’accoglienza non è mai un gesto a senso unico e mentre ci prendiamo cura di questi ragazzi, anche noi impariamo qualcosa di essenziale sull’umanità, sulla resilienza e sulla fraternità. “È più bello insieme” continua così a essere un segno concreto di vicinanza e una testimonianza di quella cultura della pace che siamo chiamati a costruire ogni giorno“, dichiara don Marco Pagniello, direttore di Caritas Italiana.

Edizione dopo edizione, “È più bello insieme” è cresciuto insieme alla rete di solidarietà nata attorno alle popolazioni colpite dal conflitto. Anche nel 2026 il progetto rinnova l’impegno delle comunità italiane ad accompagnare bambini e famiglie attraverso gesti concreti di prossimità  e accoglienza. Per Caritas Italiana, questa esperienza rappresenta un segno tangibile della vicinanza della Chiesa italiana al popolo ucraino e, allo stesso tempo, un invito a non abituarsi alla guerra. Perché anche nel tempo della violenza e dell’incertezza, ogni incontro, ogni gesto di cura, ogni comunità che accoglie può aprire uno spazio di pace e custodire una promessa di futuro.

 

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