Territorio
Nell’abbazia di Chiaravalle della Colomba la mostra “La misura del tempo”
Domenica 21 giugno verrà presentata la mostra “La misura del tempo” nella sala del Capitolo dell’ abbazia di Chiaravalle della Colomba. Successivamente verranno illustrate le meridiane presenti nel chiostro e osservato un effetto luminoso significativo in chiesa nel giorno del solstizio estivo. Il padre priore dell’abbazia, p. Silvestro Buttarazzi, presenterà il lavoro dell’ ing. Mario Gioia, appassionato studioso di meridiane e della prof. Mariapia Branchi che ha integrato la ricerca predisponendo anche immagini esplicative.
La mostra attraverso oltre una decina di pannelli ripercorre i metodi utilizzati dagli uomini per misurare il tempo dalla preistoria ai giorni nostri. L’ unità di misura del tempo, diversamente da tutte le altre non si rifà alla struttura decimale, ma le ore sono divise in 60 minuti, i giorni in 24 ore, le settimane in 7 giorni, l’anno in 365 giorni. Questo perché diverse culture hanno dato il loro apporto in questa attività
Già in epoche molto antiche gli uomini, attraverso i movimenti del sole, dei pianeti e della luna, hanno cercato di misurare il tempo per prevedere i periodi più adatti alla semina e alla transumanza. I sumeri, gli egiziani e i greci hanno mostrato grande competenza nello studio dei fenomeni astronomici. La Bibbia ci parla della creazione del mondo in 7 giorni.
Il metodo più semplice e diffuso per misurare il tempo erano le meridiane: stabilito quale era il momento in cui l’ombra dello gnomone (asta fissata nel muro che proietta l’ombra su una superficie piana) era più corta, quello era il mezzo-giorno e da lì venivano evidenziate le altre ore di sole. Naturalmente in estate le giornate erano più lunghe che in inverno e per questo si parla di ore “diseguali”. Inoltre con le meridiane ogni luogo aveva il suo mezzogiorno.
Nei monasteri i monaci iniziavano le loro preghiere al mattino molto presto o addirittura durante la notte e per questo dovevano essere svegliati da un monaco che aveva questo impegnativo incarico. Il metodo più efficace fu quello dello svegliarino monastico che utilizzava lo stesso principio di ruote dentate che sarà utilizzato dagli orologi meccanici.
Sul Torrazzo di Cremona un complesso orologio meccanico manifesta l’abilità degli “orologiai” lombardi nel costruire strumenti allora costosissimi e prestigiosi. Questi strumenti venivano regolarmente controllati attraverso un orologio solare presente all’ interno della torre. Quando si diffusero la ferrovia e il telegrafo non era più possibile rispettare la misura del tempo di ogni luogo e si rese necessario uniformare gli orologi di un territorio più esteso.
Alla fine dell’Ottocento si decise di adottare un Tempo Coordinato basato sul tempo medio dell’Osservatorio inglese di Greenwich preso come riferimento: ogni 15 gradi di longitudine della misurazione della terra veniva cambiato il fuso orario.
Oggi il mondo tecnologico si basa su una serie di orologi di incredibile precisione: si stima che possano avere uno scartamento di un secondo ogni 100.00 anni! Computer, telefoni cellulari, orologi sono tutti sincronizzati a questa rete attraverso un algoritmo di calcolo e questo garantisce che tutti i dispositivi abbiano la stessa ora esatta.
La sera un concerto in chiesa completerà sia la giornata che il periodo espositivo del Tappeto di Fiori.
Questa resterà esposta tutta l’estate.