Il vescovo incontra la comunità Neo-catecumenale della Diocesi
Nei giorni scorsi presso la parrocchia di san Pedretto il Vescovo Ovidio ha incontrato la comunità neo-catecumenale. Nella sua omelia la riflessione si è concentrata sulla preghiera del Padre Nostro, in particolare sull’invocazione “Venga il tuo Regno”, mettendone in luce la profondità biblica e spirituale. Il vescovo ha ricordato come questa richiesta affondi le sue radici nella Torah, nella tradizione profetica e sapienziale dell’Antico Testamento, che poi troverà pieno compimento nel Nuovo Testamento, nella predicazione di Paolo e nella testimonianza dei Vangeli.
È stata poi sottolineata la continuità con la tradizione della Chiesa antica, che fin dai primi secoli ha dedicato ampio spazio al commento del Padre Nostro. Sono stai richiamati i contributi di Cipriano di Cartagine, Origene, Giovanni Crisostomo e Cirillo di Gerusalemme, testimoni di una riflessione che accompagna la vita della Chiesa fin dalle sue origini. Il vescovo ha poi evidenziato come Gesù non abbia consegnato alla Chiesa il Padre Nostro come un semplice formula da ripetere, ma come la sintesi essenziale della preghiera cristiana. In essa il discepolo riconosce Dio come Padre, invoca la santificazione del suo nome, l’avvento del suo Regno e il compimento della sua volontà, mentre alla seconda parte lascia spazio alla domanda: il pane quotidiano, il perdono, l’aiuto nelle tentazioni e la e la liberazione dal Maligno.
Un altro aspetto centrale della riflessione ha riguardato la struttura stessa del Padre Nostro, che richiama quella del Decalogo: una parte orientata a Dio e una rivolta ai fratelli. La preghiera cristiana, ha ricordato il vescovo, non può separare l’amore per Dio dall’amore concreto verso il prossimo, come ci insegna anche la Pima lettera di Giovanni. Ampio spazio è stato dedicato all’invocazione “Venga il tuo Regno, collegata al grido della Chiesa delle origini: “Maranatà, vieni Signor Gesù”. Il Regno di Dio non va inteso come un potere terreno o mondano, ma come la signoria di Dio sull’intero universo, salvato grazie al Cristo crocifisso e risorto. Nella parte conclusiva dell’omelia, il vescovo ha posto una domanda particolarmente forte e attuale: siamo ancora uomini e donne che attendono il Regno di Dio? In una società segnata da paure, smarrimenti e dalla ricerca del potere, il rischio è che l’attesa cristiana si affievolisca o diventi soltanto una metafora lontana. Anche per questo la Chiesa, soprattutto nel tempo di Avvento, continua a ricordare che essa stessa non coincide con il Regno pienamente realizzato, ma è un popolo pellegrinante orientato verso il Signore che viene. A conclusione della riflessione è stato richiamato anche un passaggio della Regola di San Benedetto. Quando qualcuno desidera entrare in monastero, la domanda decisiva che gli viene rivolta è: “Cerchi veramente Dio?”. Secondo il vescovo, questa rimane anche oggi la domanda fondamentale per ogni cristiano che pronuncia le parole del Padre Nostro e invoca con sincerità: “Venga il tuo Regno”.