Buon compleanno AEVF: 25 anni di Via Francigena tra storia e futuro
Il 7 aprile scorso l’Associazione Europea delle Vie Francigene (AEVF) ha celebrato un traguardo significativo: 25 anni di attività dedicate alla valorizzazione della Via Francigena, uno dei più importanti itinerari culturali europei
Il 7 aprile 2026 l’Associazione Europea delle Vie Francigene (AEVF) ha celebrato un traguardo significativo: 25 anni di attività dedicate alla valorizzazione della Via Francigena, uno dei più importanti itinerari culturali europei.
Un anniversario che cade in un momento cruciale, segnato da una visione proiettata al futuro e da una serie di progetti strategici che stanno ridefinendo il ruolo del cammino nel panorama internazionale. Dalla candidatura a Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO (con il tratto italiano da Aosta a Roma al centro del dossier) al nuovo Piano Strategico 2026-2028, fino ai progetti europei dedicati all’innovazione e alla sostenibilità, AEVF si conferma protagonista di una fase di profonda evoluzione.
Le celebrazioni del venticinquesimo anniversario sono accompagnate da un ricco calendario di eventi e iniziative diffuse lungo l’itinerario, pensate per raccontare non solo la storia dell’Associazione, ma anche il suo impatto culturale e sociale. In parallelo, si rafforza l’impegno sul fronte della comunicazione, con nuovi linguaggi digitali, podcast e piattaforme social per coinvolgere un pubblico sempre più ampio, soprattutto tra le nuove generazioni.
“Sembra ieri quando, guidati dalla visione e dalla lungimiranza di Massimo Tedeschi, si teneva a battesimo un’iniziativa che avrebbe potuto anche restare confinata in una nicchia. Invece AEVF in questi anni è cresciuta, ha allargato il suo raggio d’azione, è diventata il punto di riferimento per un cammino carico di storia e di significati, che è l’unico vero sinonimo dell’unità Europea: quella via Francigena che corre da Canterbury fino a Santa Maria di Leuca passando per Roma. Via Francigena, AEVF e Fidenza oggi sono indissolubilmente legate e corrono fianco a fianco per affermare una centralità positiva, non la difesa di un inutile campanile, ma il ribadire con forza la necessità di un’unitarietà di idee, d’intenti e di strategie. Questo stiamo portando avanti con convinzione, soprattutto grazie alle ragazze e i ragazzi che quotidianamente fanno sì che il lavoro dell’Associazione progredisca. A tutti loro, al presidente Francesco Ferrari e al direttore Luca Bruschi vanno i miei ringraziamenti e i migliori auguri per altri 25 anni così straordinari” ha dichiarato il sindaco di Fidenza Davide Malvisi.
In questo contesto, scopriamo insieme la storia dell’associazione attraverso le parole del presidente Francesco Ferrari, che guida il cammino di questo percorso europeo capace di unire tradizione e innovazione, memoria e visione.
Un’intervista che ripercorre una storia ricca di avvenimenti e ancora in divenire. Un viaggio oggi condiviso da molti, ma nato da un’intuizione brillante e dalla visione di pochi, consapevoli del valore di questo patrimonio. Un’occasione anche per ricordare Massimo Tedeschi, compianto Presidente AEVF, promotore di un progetto allora considerato da alcuni “visionario”, ma che oggi rappresenta una realtà consolidata a livello europeo.
Guardando indietro, quali sono i momenti chiave che hanno segnato la crescita dell’Associazione Europea delle Vie Francigene in questi 25 anni?
Il 7 aprile 2001, a Fidenza, 34 sindaci e presidenti di Provincia – tra cui anch’io, allora sindaco del Comune di Orio Litta – firmarono l’atto costitutivo dell’Associazione dei Comuni Italiani sulla Via Francigena. Da quel momento prese avvio una straordinaria avventura che, a distanza di 25 anni, si è rivelata una scelta vincente.
Dopo alcuni anni, il 24 settembre 2005, durante l’Assemblea Generale di Montefiascone, i soci approvarono all’unanimità la nascita della nuova Associazione Europea delle Vie Francigene. Un passaggio fondamentale, rafforzato nel 2007 dal riconoscimento da parte del Consiglio d’Europa come Réseau Porteur, che ha individuato l’AEVF ente di riferimento per la salvaguardia, la tutela, la promozione e lo sviluppo della Via Francigena a livello europeo.
Un ulteriore traguardo significativo è stato raggiunto nel 2019, quando l’Assemblea Generale di Bari ha approvato all’unanimità l’estensione della Via Francigena nel Sud Italia fino a Santa Maria di Leuca.
Oggi l’AEVF gestisce un Itinerario Culturale del Consiglio d’Europa lungo oltre 3.200 km, che collega Canterbury a Roma e prosegue fino a Santa Maria di Leuca: un progetto europeo di straordinaria importanza, in continua evoluzione e crescita.
Come è cambiata la percezione della Via Francigena negli ultimi anni, a livello internazionale?
Se agli inizi questa straordinaria intuizione e visione di Massimo Tedeschi e di pochi altri sindaci era accolta con un certo scetticismo, nel tempo la percezione della Via Francigena è profondamente cambiata.
Grazie a una governance solida e a un costante lavoro di promozione, valorizzazione e comunicazione – sviluppato anche su scala internazionale dall’AEVF – sono cresciute in modo significativo le presenze lungo il percorso, con pellegrini e camminatori provenienti da tutto il mondo.
Questo percorso ha contribuito a dimostrare, sia agli enti soci sia agli operatori del settore, come il turismo lento ed esperienziale promosso dalla Via Francigena rappresenti oggi una realtà consolidata e riconosciuta a livello internazionale.
Quanto è importante il lavoro di rete tra enti locali, regioni, ma anche associazioni e soggetti privati europei, per lo sviluppo della Francigena?
Il lavoro di rete è stato ed è tuttora fondamentale per raggiungere questi importanti obiettivi. Il contributo congiunto di istituzioni, associazioni locali, università e categorie economiche ha dato vita a una rete europea ampia e strutturata, capace di operare in modo sinergico.
Questo lavoro di squadra, coordinato e guidato dall’AEVF, ha permesso di rafforzare progressivamente il valore della Via Francigena, trasformandola in un itinerario che oggi parla a tutto il mondo.
Un percorso che, grazie a questo impegno condiviso, si candida sempre più a ottenere il riconoscimento di Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO.
Quali sono le principali sfide per il futuro dell’Associazione e della Via Francigena?
In questi primi 25 anni molto è stato fatto, ma molto resta ancora da fare per accompagnare la crescita continua della Via Francigena.
Le principali sfide per il futuro sono delineate nel nuovo Piano Strategico 2026–2028, che sarà approvato nella prossima Assemblea Generale di Altopascio il 22 maggio 2026. Tra gli obiettivi prioritari vi è il raggiungimento del riconoscimento della Via Francigena, per il tratto italiano, come Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO.
Accanto a questo, sarà fondamentale rafforzare ulteriormente la dimensione europea dell’itinerario, promuovendo la Via Francigena non solo a livello locale, ma come un grande percorso unitario capace di parlare al mondo e di generare benefici concreti e duraturi per tutti i territori attraversati.
C’è un aneddoto personale da raccontare, anche legato alla figura di Massimo Tedeschi, con il quale avete fondato insieme questa associazione in modo visionario?
Dopo 25 intensi anni di lavoro e di proficua collaborazione, sempre al fianco di Massimo Tedeschi, molti sono gli episodi e gli aneddoti vissuti, e in questa occasione ne vorrei ricordarne almeno due.
Nell’autunno del 2000, quando ero sindaco del comune di Orio Litta, ebbi notizia dal Sig. Battini, allora sacrestano del Duomo di Fidenza, che il sindaco di Fidenza sarebbe venuto a Corte Sant’Andrea per vedere il guado di Sigerico sulla Via Francigena. Quel giorno mi recai sul posto ed ebbi il piacere e la fortuna di conoscere Massimo Tedeschi, il quale mi informò che la Via Francigena era già stata riconosciuta nel 1994 come Itinerario Culturale del Consiglio d’Europa. Mi propose in quell’occasione l’idea di costituire un’associazione di comuni per riattivare questo percorso europeo come occasione di promozione e valorizzazione dei nostri territori comunali.
L’idea fu subito condivisa e il 7 aprile 2001, neanche un anno dopo, nasceva a Fidenza l’Associazione dei Comuni Italiani sulla Via Francigena. Da quell’incontro iniziò anche il mio impegno e la mia passione per la Via Francigena, sempre al fianco di Massimo.
Infine, un altro aneddoto che ricordo e che mi rende orgoglioso dell’amicizia e della reciproca stima maturate con Massimo Tedeschi riguarda la serata conclusiva di quella straordinaria iniziativa che fu il Road to Rome 2021. Dopo la cerimonia di sul piazzale della Basilica di Santa Maria di Leuca, con lo sguardo rivolto al tramonto, Massimo mi disse, visibilmente stanco ma molto soddisfatto: “Francesco anche questo è fatto!!”. E poi, con la mano rivolta verso il mare, “Adesso il prossimo obbiettivo sarà Gerusalemme!”.