Riconoscimento nazionale per l’Ospedale di Fidenza e per la rete ospedaliera parmense
Il rapporto Agenas certifica l'eccellenza di Vaio, nell'elenco dei 15 migliori ospedali del Paese, del Maggiore e del S. Maria di Borgotaro
La sanità della provincia di Parma sale sul podio dell’eccellenza nazionale. È quanto emerge dall’ultimo Rapporto PNE (Programma Nazionale Esiti) di AGENAS, l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, che ha inserito l’Ospedale di Vaio di Fidenza nell’elenco delle 15 strutture italiane con performance di livello “alto” o “molto alto”. Un risultato che pone la struttura fidentina, valutata positivamente per ben 7 aree cliniche su 8, come un punto di riferimento regionale e nazionale.
Il report offre un quadro molto positivo per tutta la rete ospedaliera di Parma e provincia: oltre a Vaio, il Rapporto PNE mette in luce risultati di eccellenza anche per l’Ospedale Maggiore e l’Ospedale di Borgotaro, confermando un sistema di assistenza ospedaliera solido.
In generale il documento evidenzia risultati positivi per tutta la rete ospedaliera regionale, inserendo anche l’ospedale di Bentivoglio, in provincia di Bologna, tra le eccellenze nazionali.
“Un risultato che ci riempie di orgoglio e rappresenta un’ulteriore dimostrazione del livello di eccellenza della nostra sanità regionale – sottolinea l’assessore alle Politiche per la Salute, Massimo Fabi-. Ancora più importante, perché la certificazione arriva da un osservatorio autorevole e ‘terzo’ come Agenas, un’agenzia del Governo. Nel report sono contenuti dati molto positivi in tutte le voci di valutazione e per numerose strutture, a conferma dell’ottimo lavoro portato avanti ogni giorno da medici, infermieri e operatori sanitari della nostra Regione”.
Alle parole dell’assessore, si aggiungono quelle del commissario straordinario Ausl e direttore generale dell’Aziensa ospedaliero-universitaria di Parma Anselmo Campagna che evidenzia come gli esiti del PNR siano una conferma dell’alto livello perseguito nel territorio e uno stimolo a fare sempre meglio. “L’Ospedale di Vaio rientra tra i 15 ospedali italiani che soddisfano 7 parametri di esito su 8 in tutte le aree – commenta Campagna – l’Ospedale Maggiore è l’unico che in Regione migliora rispetto all’anno precedente, soddisfacendo pienamente gli esiti nelle macro aree di sistema nervoso, chirurgia oncologica, gravidanza e parto, mentre l’Ospedale di Borgotaro si distingue in ambito osteo-muscolare. Nello specifico inoltre, vedere l’Azienda Ospedaliera di Parma con buonissimi risultati nella riduzione della mortalità a 30 giorni in alcuni interventi ad alta complessita in ambito cardiologico, come ad esempio il terzo posto a livello nazionale nella riparazione dell’aneurisma non dissecato dell’aorta addominale ( 0,77%; 1,33% regione Emilia-Romagna; 23% media nazionale) oppure sulla cura delle malattie del sistema nervoso con una riduzione della mortalità con percentuali migliori rispetto alla media regionale e nazionale per l’ictus ischemico ( 7,37%; 9,19% regione Emilia-Romagna; 8,8% media nazionale) credo sia per tutto il Sistema motivo di soddisfazione. Cosi come ci soddisfa il risultato sulla chirurgia oncologica in cui Parma si pone al vertice per non avere registrato alcun decesso entro 30 giorni sugli interventi chirurgici per tumore al polmone. A questo aggiungerei anche la perfomance che la pone prima in Italia per riduzione dei parti cesarei”.
Infine un riconoscimento ai professionisti delle due Aziende. “I report e gli indicatori presentati oggi a Roma dall’Agenas – continua Campagna – sono quindi motivo di orgoglio non solo per me, ma soprattutto per i medici, gli infermieri, i tecnici e tutti gli operatori dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria e dell’Ausl di Parma. Viene premiato il lavoro di chi ogni giorno si spende, senza mai risparmiarsi, per la salute dei propri concittadini, in un contesto nazionale dove – dicono gli indicatori di Agenas – migliora la qualità dell’assistenza, ma il sistema rimane segnato da forti diseguaglianze territoriali, e da un forte divario Nord-Sud. Una notizia che – visti in crescita gli indicatori su Parma anche rispetto all’anno scorso – conferma la qualità del lavoro intrapreso, seppur in un contesto particolarmente delicato e dove tutta la nostra attenzione è rivolta a migliorare i servizi per i nostri concittadini. Un obiettivo sul quale vogliamo continuare a investire”.
Per quanto riguarda i singoli ambiti clinici, la Regione fa segnare 4 strutture di livello molto alto in quello cardiocircolatorio: Sant’Orsola di Bologna con 7 indicatori valutati ovvero il massimo, Santa Maria delle Croci di Ravenna, Morgagni-Pierantoni di Forlì, Infermi di Rimini con 5 indicatori; 5 in ambito sistema nervoso: Bufalini di Cesena, Istituto delle Scienze Neurologiche di Bologna, Aou di Parma, Aou di Modena e Baggiovara con 2 indicatori su 2; 4 in ambito chirurgia oncologica: l’Istituto in tecnologie avanzate di Reggio Emilia, il Morgagni-Pierantoni di Forlì e Aou di Parma con 7 indicatori su 7 e il Ramazzini di Carpi con 4 indicatori; in ambito gravidanze e parto raggiungono il massimo di 4 indicatori su 4 l’ospedale Guglielmo da Saliceto di Piacenza, il Santa Maria Nuova di Reggio Emilia, il Ramazzini di Carpi, il Maggiore di Bologna, Santa Maria delle Croci a Ravenna, il Bufalini di Cesena, l’Infermi di Rimini, l’ospedale di Sassuolo, l’Aou di Parma, l’Aou di Modena, il Sant’Orsola di Bologna e l’Aou di Ferrara; in ambito osteomuscolare raggiungono il massimo di 6 valutazioni l’ospedale di Borgo Val di Taro, Santa Maria delle Croci di Ravenna, l’Umberto I di Lugo, il Morgagni-Pierantoni di Forlì, il Bufalini di Cesena e il Rizzoli di Bologna, mentre con 5 ci sono l’ospedale di Porretta Terme, l’ospedale di Lagosanto, la Casa di Cura Città di Parma, Villa Laura a Bologna, il Malatesta Novello di Cesena e l’Aou di Modena.