Salsomaggiore, Territorio
La sezione ANPI di Salsomaggiore e gli studenti ricordano un fatto storico
Insieme alla direzione e agli ospiti del centro socio-riabilitativo "Il Villino"
Il 7 novembre la sezione ANPI di Salsomaggiore Terme insime all’Istituto Comprensivo e a il “VILLINO centro socio-riabilitativo psichiatrico” ha ricordato l’evento verificatosi nella cittadina termale tra l’1 ed il 2 novembre di 81 anni fa.
L’allora Villino Catena era la sede della camice nere e vi fu portato il partigiano “Geni” (Eugenio Canali) che venne interrogato, torturato per fare i nomi dei propri compagni. Non li fece e venne liberato la mattina del 2 novembre 1944 a seguito dell’attacco del distaccamento “Lindori Peracchi” della 31° Brigata Garibaldi d’assalto “Forni” che ancor prima di ricevere l’ordine dei superiori decise di intervenire mossa da un forte sentimento di amicizia per Geni. Il distaccamento scese dalle montagne per liberarlo prima che venisse ucciso. Dopo varie ore di assalto da parte dei compagni partigiani venne liberato, ma quando lo videro non lo riconobbero.
I fascisti riuscirono a fuggire attraverso un tunnel che portava in stazione e il loro comandante ferito gravemente fu portato in ospedale a Parma dove morì successivamente.
Il racconto commovente della figlia Elena Canali con al fianco la zia Gianna (sorella di Geni) ha stupito i presenti. Patrizia Mainardi, della sezione ANPI, ha ringraziato il sindaco di Salsomaggiore Luca Musile Tanzi e le insegnanti dell’Istituto Comprensivo che hanno dato la loro adesione con la classe 3A. Gli studenti hanno poi rivolto numerose domande.