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Martina Pacini   
15 Luglio 2021
ore
12:26

16 luglio 2017: ingresso di mons. Ovidio Vezzoli nella Diocesi di Fidenza

Riportiamo di seguito l’articolo sull’anniversario di ingresso in Diocesi del Vescovo Ovidio a firma del direttore del nostro settimanale diocesano, don Mario Fontanelli, pubblicato sul numero 26 (venerdì 9 luglio 2021) dell’edizione cartacea.

16 luglio 2017: nel giorno della memoria della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo, mons. Ovidio Vezzoli faceva il suo ingresso come Vescovo nella Diocesi di Fidenza. A distanza di quattro anni, e con l’augurio caloroso che continui a guidare la nostra Chiesa “ad multos annos”, dalle colonne del nostro settimanale diocesano ci sembra utile richiamare all’attenzione dei lettori alcune caratteristiche del suo ministero episcopale che si sono via via consolidate nel corso del tempo.

Al primo posto va collocata senz’ombra di dubbio l’attenzione alla Sacra Scrittura. Il Vescovo è innamorato della Parola di Dio e da sempre coltiva questa passione con lo studio assiduo, accompagnato dalla meditazione e dalla preghiera. Già nella sua prima lettera pastorale, “Unum est necessarium: discernimento evangelico e vita ecclesiale” (2018-2020), sottolineava che “la riscoperta della Parola nella vita della comunità ecclesiale ha caratterizzato il cammino di ritorno alla tradizione biblica, patristica, liturgica quale testimonianza eloquente del vissuto nella fede dei credenti. All’ unica mensa della Parola di Dio e dell’Eucarestia il cristiano è invitato a sedersi come ospite e a mangiare abbondantemente di ciò che, per dono, gli viene offerto. Solo in forza di questo cibo egli può camminare nella benedizione e nella condivisione” (pag.34). E in più di un’occasione ha ribadito chiaramente che solo grazie al Concilio Vaticano II (1962-1965) la Parola di Dio è ridiventata centrale nella vita della Chiesa dopo un lungo esilio. Basti pensare alla Costituzione dogmatica “Dei Verbum” e alla Costituzione sulla liturgia “Sacrosanctum Concilium”, senza dimenticare i “Lineamenta” del Sinodo dei Vescovi (2008) le cui conclusioni sono poi confluite nella “Verbum Domini” (2010) di Benedetto XVI. Un altro evento che ha confermato la rinnovata attenzione della Chiesa al primato della Parola di Dio è venuta con la pubblicazione, in forma di Motu proprio, della Lettera apostolica “Aperuit illis” (2019). Nel testo Papa Francesco richiama il fatto che la Bibbia non può essere patrimonio di pochi; essa “è annuncio di salvezza rivolto all’ umanità intera” (cfr. Eb 1,1-2). La Parola di Dio – ascoltata, meditata, pregata nello stile della lectio divina- ci è stata riproposta nella Lettera pastorale 2020-21 “Ricominciare dall’Evangelo” come una delle quattro colonne poste a fondamento della prima Chiesa di Gerusalemme, secondo il racconto dell’evangelista Luca negli Atti degli Apostoli (At 2,42). Nel corso del cammino che attende la nostra Chiesa seguiranno nei prossimi anni la comunione fraterna, la preghiera e la celebrazione eucaristica: quest’ ultima sarà al centro della Lettera pastorale 2021-2022 il cui testo verrà reso noto in tempi brevi.

Ma c’è un altro aspetto, non meno importante, che va sottolineato in questi primi quattro anni del ministero del Vescovo Ovidio. Esso riguarda la valorizzazione della Cattedrale (come ci ricorda il n. 41 della Costituzione Sacrosanctum Concilium), a partire dall’antico altare dedicato al patrono martire s. Donnino e riconsacrato con una cerimonia solenne l’8 ottobre 2019. Anche la cattedra e l’ambone hanno trovato una nuova collocazione: trasferiti ai piedi dello scalone centrale, ora sono resi visibili a tutta l’assemblea come segno di una relazione di prossimità tra il pastore e il suo gregge. Senza dimenticare i numerosi restauri di dipinti e sculture: ultimo in ordine di tempo, un prezioso crocifisso antico che ha ritrovato il suo posto in sagrestia.

Quanto alle opere d’ arte collocate all’ interno delle cappelle laterali dell’edificio sacro, ora sono tornate a risplendere grazie ad appositi faretti in alto. E grazie all’ accessibilità ai matronei posti nella parte superiore della Cattedrale il Museo del Duomo e diocesano ha conosciuto una vita nuova, testimoniato dalle visite sempre più numerose di famiglie e scolaresche, oltre che di turisti. Infine la pubblicazione del prezioso volume dal titolo “L’officina Benedetto Antelami della Cattedrale di Fidenza: studi, ricerche, restauro” curato dall’ arch. Barbara Zilocchi.

Ma, nel tempo della pandemia, dobbiamo ringraziare il nostro Vescovo soprattutto per averci educati al coraggio della fede ed essere così testimoni autentici, sotto la guida dello Spirito, della speranza cristiana al di là di ogni paura, smarrimento, rassegnazione. A corredo di queste note citiamo ciò che mons. Erio Castellucci ha scritto nel volume “Il ministero ordinato” (ed. Queriniana, 2002), a conclusione del capitolo dedicato al ministero episcopale, con riferimento al n. 24 della costituzione Lumen Gentium (1964): “Il potere e l’autorità del vescovo sono per servire. La connotazione di servizio del ministero episcopale percorre trasversalmente tutti i vari aspetti: dalla successione alla sacramentalità, dalla collegialità all’ esercizio dei tria munera. L’ufficio che il Signore ha affidato ai pastori del suo popolo è quello che le Sacre Scritture chiamano significativamente diaconia”.

Proprio questo spirito di servizio in senso missionario anima e ha animato fin dall’ inizio il ministero del Vescovo Ovidio. Per amore di Cristo e della sua Chiesa si occupa personalmente di ogni aspetto che riguarda l’attività della Diocesi senza lasciare nulla al caso o all’ improvvisazione, grazie a uno stile di lavoro rigoroso che ha imposto prima di tutto a se stesso. E siamo certi che continuerà a farlo anche in futuro: di questo (e di molto altro) gli siamo profondamente grati.

Don Mario Fontanelli

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